L’Iran spegne Internet per soffocare le proteste. Khamenei: «Non cediamo ai sabotatori. Trump? Sarà abbattuto come il Faraone» – Il video
La Guida suprema dell’Iran – ayatollah Ali Khamenei – ha invitato gli iraniani a «preservare l’unità» del Paese mentre cresce a dismisura l’ondata di proteste nella Repubblica islamica. Khamenei ha parlato a reti unificate, condannando con fermezza le azioni dei manifestanti che chiedono la caduta del regime. «Tutti dovrebbero sapere che la Repubblica Islamica è salita al potere con il sangue di centinaia di migliaia di persone onorevoli e non cederà di fronte ai sabotatori», ha detto Khamenei, giocando poi la carta dell’ostilità agli Stati Uniti, accusati di interferire nelle questioni interne. «Trump dovrebbe sapere che i tiranni mondiali come il Faraone, Nimrod, Reza Shah e Mohammad Reza (l’ultimo scià di Persia, ndr) sono stati abbattuti al culmine della loro arroganza. Anche lui sarà abbattuto», ha detto Khamenei minacciando direttamente il leader Usa. «Le sue mani sono sporche del sangue degli iraniani», ha attaccato rievocando l’attacco Usa nell’ambito della guerra dei 12 giorni tra Israele e Iran dello scorso giugno.
La situazione in Iran
Intanto continuano le manifestazioni nelle città di Tehran, Mashhad, Tabriz, Isfahan, Babol, Rasht. Tanti gli slogan urlati: «Morte al dittatore», «Lunga vita allo Scià». Trump ha ribadito a sostegno dei manifestanti che «se cominceranno ad uccidere delle persone, cosa che hanno tendenza a fare durante le proteste, li colpiremo molto fortemente». Il governo ha intanto bloccato Internet e le linee telefoniche. Il presidente Usa per ora però non interviene. Dovrebbe incontrare martedì il figlio dello scià, Reza Pahlavi, che da anni vive all’estero ed è attesa la prossima settimana a Mara-Lago. Le manifestazioni, inizialmente contro il caro-vita, sono partite il 28 dicembre dai bazar di Teheran, poi si sono allargate in numerose città, specialmente nella parte ovest del paese. Ieri la manifestazione più cruenta, con le immagini di un edificio governativo della capitale a fuoco.
