Come è morta Renee Good. Le manifestazioni a Minneapolis: «Uccisa dall’Ice»

L’agente dell’Ice che ha ucciso Renee Nicole Good, 37 anni, durante un’operazione di controllo dell’immigrazione a Minneapolis è Jonathan E. Ross. Lo dicono i documenti giudiziari che corrispondono strettamente alla descrizione di un episodio avvenuto a giugno 2025 che ha coinvolto l’agente a Bloomington, Minnesota, citato dalla segretaria alla Sicurezza Nazionale, Kristi Noem, e da JD Vance. Ross è residente a Minneapolis e lavora da da 10 anni nel team di risposta speciale delle operazioni di deportazione dell’Ice. Le autorità federali finora non hanno diffuso il suo nome. Intanto la città è sotto choc per la morte di Good. E a Portland un’altra sparatoria ha coinvolto agenti federali.
Come è morta Renee Nicole Good
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo vice JD Vance hanno sostenuto che Good ha cercato di investire l’agente. Ma l’analisi dei fotogrammi del video che ritrae l’omicidio smentisce questa ricostruzione. Il Suv della donna si è mosso verso l’agente ma poi ha sterzato mentre il federale sparava tre colpi con la pistola. Il filmato mostra il federale che si sposta sul lato passeggero prima dell’arrivo di un pick-up di colore grigio con sirene e lampeggianti. Due persone si avvicinano all’automobile. Si sente gridare «Scendi dall’auto». Un agente mette una mano sul finestrino lato guida e con l’altra tira la maniglia della portiera che però non si apre.
Il fact checking del video
A quel punto il Suv inizia la retromarcia. Un agente le si para davanti. Il veicolo svolta a destra e l’agente si sposta e spara il primo colpo centrando il parabrezza. Gli altri due colpi vengono sparati dal lato del veicolo. A quel punto il Suv si schianta contro un auto parcheggiata sul lato della strada. Il New York Times fa notare che l’auto di Good non era sulla traiettoria dell’agente che ha aperto il fuoco. Mentre il Washington Post scrive che «i video esaminati, incluso uno condiviso da Trump su TruthSocial, non mostrano chiaramente se l’agente sia stato colpito o se la parte anteriore del veicolo fosse così vicina da toccarlo».
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La sparatoria di Portland
Intanto migliaia di persone si sono radunate a Minneapolis. In un altro incidente che minaccia di infiammare ulteriormente le tensioni, due persone sono rimaste ferite a Portland, in Oregon, da colpi d’arma da fuoco della polizia di frontiera. La gente è scesa in piazza anche in diverse altre città americane, tra cui Washington e New York. A Portland, due persone sono state ricoverate in ospedale «a seguito di una sparatoria che ha coinvolto agenti federali», ha spiegato la polizia cittadina. L’incidente è avvenuto durante un controllo di un’auto da parte della polizia, secondo il Dipartimento per la Sicurezza Interna, che afferma che il passeggero è un venezuelano senza documenti con legami con la gang Tren de Aragua. I due occupanti hanno tentato di «investire gli agenti», che hanno risposto al fuoco, ha dichiarato il dipartimento su X, offrendo una versione ufficiale simile a quella fornita a Minneapolis.
Le manifestazioni a Minneapolis
Centinaia di residenti si sono radunati pacificamente anche sul luogo della sparatoria, dove era stato allestito un memoriale improvvisato nella neve con candele e decine di mazzi di fiori. «L’odio non ci rende grandi», si leggeva su un discreto cartello in inchiostro verde. Abdinasir Abdullahi, 38 anni, cittadino americano di origine etiope da circa quindici anni, ha raccontato all’agenzia France Presse il clima di paura creato da queste retate della polizia dell’immigrazione, affermando di non andare più da nessuna parte senza il passaporto. «Non mi credono se dico che sono americano. Non vogliono crederci». È stata lanciata una campagna di raccolta fondi che ha già raccolto oltre un milione di dollari per sostenere la famiglia della vittima. Foto della sorridente e bionda madre di tre figli sono state pubblicate per le strade di Minneapolis, con la didascalia “Assassinata dall’ICE”.
A Washington
A Washington la Casa Bianca ha continuato a difendere le azioni dei suoi agenti e ha denunciato «un pericoloso movimento di sinistra» che sta conducendo «un assalto organizzato» in tutto il paese contro le forze dell’ordine.A meno di due chilometri da dove è morta Renee Nicole Good, nel 2020 George Floyd, un afroamericano, è stato ucciso da un agente di polizia bianco, scatenando settimane di proteste antirazziste in tutti gli Stati Uniti. L’FBI è l’unico responsabile delle indagini. In diverse occasioni negli ultimi mesi, persone sono morte, spesso accidentalmente, mentre cercavano di eludere i posti di blocco dell’ICE. Secondo l’amministrazione, gli agenti hanno anche ripetutamente sparato agli automobilisti che hanno cercato di investirli, provocando almeno un decesso a Chicago a settembre.
