Il piano casa di Giorgia Meloni: 100 mila alloggi popolari a prezzi calmierati

Un piano casa da 100 mila nuovi alloggi. A prezzi calmierati. E da destinare alle famiglie in difficoltà. La premier Giorgia Meloni lo ha annunciato durante la conferenza stampa di fine anno. Dopo le anticipazioni del Meeting di Rimini, quando aveva parlato di un lavoro a due con il vicepremier Matteo Salvini. Anche stavolta la presidente di Consiglio ha ringraziato l’alleato. Preparando il terreno per un annuncio che guarda alle prossime elezioni politiche. E infatti dopo il leader della Lega arrivano anche le citazioni di Confindustria e Conferenza Episcopale Italiana. Ma cosa dovrebbe attuare il nuovo piano casa e come funzionerebbe?
Il piano casa di Giorgia Meloni
«Per quello che riguarda l’emergenza abitativa siamo in dirittura d’arrivo con la presentazione del piano casa. Un progetto molto ampio, al quale stiamo lavorando insieme al ministro Salvini, che voglio ringraziare. Ci lavoriamo da diverso tempo, con la collaborazione del ministro Foti, ma anche con la collaborazione di molti corpi intermedi e della società civile: penso a Confindustria, ma non solo, e c’è anche una disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema», ha spiegato la premier. Negando peraltro un prossimo ritorno su norme in tema di condono. Proprio il presidente degli industriali Emanuele Orsini aveva sollecitato sul tema. A novembre 2024 era arrivata la presentazione di un piano per l’abitare sostenibile.
Rent to Buy
Oggi, spiega Il Sole 24 Ore, si procederà con l’approvazione di un Decreto della presidenza del consiglio dei ministri (un Dpcm) che conterrà le coordinate del piano. Alcune indicazioni sono già nella Legge di Bilancio. E le parti sociali saranno convocate nelle prossime settimane per la discussione delle bozze. Il piano parte dal recupero e dalla realizzazione di alloggi da destinare al rent to buy. Ovvero la locazione a canone agevolato con successivo acquisto dell’immobile. Pensato per giovani, giovani coppie e genitori separati. Insieme andrà avanti il piano di realizzazione e/o di adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale. Sempre destinate a persone anziane, ma associate anche a contratti di permuta immobiliare.
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Lo scambio di case
Ovvero la possibilità di scambiare case grandi e inadeguate con immobili più piccoli. 100 mila immobili a cui saranno affiancate le case popolari vere e proprie. Che invece saranno dedicate alle fasce di popolazione più indigenti. In attesa ci sono 250 mila famiglie. Il fabbisogno realistico, vista la possibilità di adire al canone calmierato, potrebbe essere della metà. «Riteniamo importante in particolare l’impegno sulle case popolari, considerando che ve ne sono proprio centomila circa potenzialmente utilizzabili ma vuote perché bisognose di manutenzioni oppure abusivamente occupate», dice il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa.
