Genova, parte “Faccetta nera” al Luna Park invernale. Gli organizzatori: «Errore di un singolo, ci saranno provvedimenti»

Nella serata di sabato 10 gennaio, mentre centinaia di giovani affollavano le giostre del Luna Park invernale di Genova, dagli altoparlanti degli autoscontri è partita la canzonetta fascista Faccetta nera. Si tratta del secondo episodio in pochi giorni, dopo che a fine dicembre lo stesso copione si è ripetuto alla pista di pattinaggio di Campobasso. Questa volta, il brano del Ventennio fascista è sbarcato in una città medaglia d’oro per la Resistenza e ha provocato sùbito l’indignazione dei presenti. «Bravo, eh. Complimenti», dice un ragazzo. Il giostraio prova a giustificarsi («È solo una canzone»), ma lui lo ammonisce: «Guarda che questa è apologia del fascismo, è reato. Questa canzone è reato».
La condanna dell’Anpi e della sindaca Salis
Duro il commento del presidente dell’Anpi di Genova, Massimo Bisca, che definisce l’episodio «inconcebibile e inammissibile» e parla di comportamenti «vomitevoli». Sulla stessa linea anche la sindaca Silvia Salis, che in una nota condanna l’episodio e scrive: «Diffondere ‘Faccetta nera’ dalle casse di un’attrazione del Winter Park a Ponte Parodi, a Genova, come successo ieri sera, è un gesto di una gravità assoluta. Lo è ancor di più se si considera che quel luogo è frequentato quotidianamente da migliaia di bambini, giovani e famiglie e che, per la sua realizzazione, il Winter Park beneficia di significativi contributi pubblici da parte del Comune. A Genova non c’è e non ci sarà mai spazio per nostalgie fasciste».
Gli organizzatori: «Prenderemo provvedimenti»
Qualche ora dopo lo scoppio delle proteste, è Mattia Gutris, portavoce dello staff organizzativo del Winter Park di Genova a rispondere alle polemiche «Il Winter Park condanna quanto è successo nella serata del 10 gennaio. Da più di cento anni il nostro obiettivo è unire le persone e le generazioni nel segno del divertimento e della socializzazione. Tutto ciò che divide e che ha a che fare con idee nefaste, non fa parte dei nostri valori e del nostro vivere quotidiano». Al Luna Park invernale di Genova, precisa il portavoce, lavorano più di trecento persone. E aggiunge: «L’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria e su tutta la manifestazione».
