Alta tensione tra Usa e Cuba, Trump minaccia: «Fate un accordo prima che sia troppo tardi». L’Avana: «Siete un Paese criminale»

Dopo il blitz in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro, Donald Trump ha un nuovo Paese nel mirino: Cuba. Con un post pubblicato su Truth, piattaforma social di sua proprietà, il presidente americano è tornato a minacciare apertamente il governo dell’Avana, accusandolo di aver coperto gli ultimi due presidenti venezuelani e invitandolo a «raggiungere un accordo prima che sia troppo tardi». «Per molti anni – scrive Trump sui social – Cuba ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito “servizi di sicurezza” agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!».
Trump: «Stop al petrolio dal Venezuela»
La maggior parte dei cittadini cubani che si trovavano in Venezuela per scortare il presidente Maduro, sostiene Trump, è morta durante il blitz dell’esercito americano a Caracas. Il Veenzuela, continua il ragionamento di Trump, «ora ha gli Usa, l’esercito più potente del mondo, a proteggerlo, e noi lo proteggeremo». A questo punto, arrivano le minacce vere e proprie: «Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba. Zero! Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi».
Cuba risponde: «Siete dei criminali»
Non si è fatta attendere la risposta del governo di Cuba, arrivata tramite il ministro degli Esteri, Bruno Rodríguez, che sottolineato come Cuba «non riceve, né ha mai ricevuto, compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza forniti ad alcun Paese». A differenza degli Stati Uniti, continua la dichiarazione dell’Avana, Cuba non ha «un governo che si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati». Il post conclude affermando che «gli Usa si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo». E per quanto riguarda le importazioni di petrolio dal Venezuela, l’Avana rivendica il diritto a «sviluppare le proprie relazioni commerciali senza interferenze o subordinazioni a misure coercitive unilaterali imposte dagli Stati Uniti».
Foto copertina: EPA/Bonnie Cash
