Termini, per il funzionario del Mimit pestato dal branco i fermi salgono a sei. L’aggressione senza un movente: «Stava andando in farmacia»

Salgono a sei i fermati dalla Polizia di stato dopo le aggressioni e la rapina, avvenute due sere fa, alla stazione Termini di Roma. Ai 4 provvedimenti di fermo di ieri, due per la rapina al rider e due per l’aggressione al 57enne italiano, funzionario ministeriale, si aggiungono altri due fermi, sempre legati al pestaggio. Si tratta di un 20enne tunisino, con precedenti per furto, rapina, lesioni personali, violenza e resistenza a pubblico ufficiale e di un 21enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti per rapina. I due sono stati trovati perché avevano fatto un successivo furto, di un cellulare, ieri intorno alle 12.30, in via Ostiense. Indossavano gli stessi vestiti ripresi dalle immagini di videosorveglianza che immortalano il pestaggio verso il funzionario.
Chi è il funzionario del Made in Italy aggredito a Termini
Il 57enne aggredito si trova ricoverato all’Umberto I. Sta in terapia intensiva ma non è più in pericolo di vita. Presenta diverse fratture al corpo e sulla testa. Si tratta di un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, attivo nello staff della vicecapo del gabinetto del ministro Adolfo Urso, Elena Lorenzini, ed è coordinatore del tavolo della moda. È sposato con un uomo, ha due sorelle. «Ha una vita regolare e non siamo a conoscenza di aggressioni in passato o di problemi con qualcuno», ha raccontato a Repubblica la cugina dell’uomo. «Noi sappiamo che stava andando in farmacia ma non pensiamo in alcun modo che ci possa essere un legame tra la sua vita privata e questa brutale aggressione», ha spiegato. Il pestaggio sarebbe avvenuto senza alcun motivo. All’uomo non sono stati sottratti né il cellulare né i contanti.
