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Vaticano, il passo indietro del Promotore di Giustizia Diddi: si astiene dal processo sul Palazzo di Londra (dove è coinvolto il cardinale Becciu)

12 Gennaio 2026 - 14:14 Stefania Carboni
alessandro diddi
alessandro diddi
Ora il procedimento potrà andare avanti in appello, senza contraccolpi. Anche perché non era iniziato nel migliore dei modi

Il Promotore di Giustizia Alessandro Diddi ha scelto di astenersi nell’ambito del procedimento relativo al Palazzo di Londra. Lo ha comunicato alla Corte di Cassazione, secondo quanto riporta Il Messaggero. In questo modo il processo vaticano potrà andare avanti in appello, senza contraccolpi alla vicenda che ha portato, in primo grado, alla condanna di nove persone tra cui il cardinale Angelo Becciu che sulla vicenda si è sempre dichiarato innocente.

L’inizio tumultuoso del processo di appello per il palazzo di Londra

L’appello del processo per il Palazzo di Londra si era aperto in ottobre in modo molto agitato, con le difese di quattro degli imputati, il cardinale Angelo Becciu, i finanzieri Enrico Crasso e Raffaele Mincione e l’ex funzionario della Segreteria di Stato, Fabrizio Tirabassi, che avevano ricusato il Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi. Secondo i legali aveva «un interesse nel procedimento» e a dimostrare la loro tesi ci sarebbero i messaggi intercorsi tra la pr Francesca Chaouqui e Genoveffa Ciferri, le due donne legate al memoriale di monsignor Alberto Perlasca, principale accusatore del cardinale Becciu.

Perché è importante questo processo d’appello

L’appello che coinvolge il cardinale Becciu è importante perché viene percepito, precisa il quotidiano, come una sorta di test sulla giustizia vaticana sotto il pontificato di Leone XIV. Il Papa ha già rimarcato come sulla vicenda non voglia intromettersi in alcun modo. Un atteggiamento differente rispetto al suo predecessore. Papa Francesco, precisa il Messaggero, fece quattro rescripta per modificare la gestione delle indagini a processo in corso.

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