Gianluca Galassi e il tumore al testicolo: «È cominciato con un fastidio leggero»

Gianluca Galassi, 28 anni, 2 ori mondiali (miglior centrale nel 2022) e 1’europeo. Tutte vittorie arrivate mentre forse era già malato di tumore ai testicoli. «Non ho la più pallida idea se l’ospite fosse già dentro di me in quel momento, di un tumore si sa tanto ma si sa ancora poco e i medici non riescono a darmi una data di inizio del male. So che pensare a Manila è bello», dice oggi a Repubblica dalla sua casa di Piacenza dopo l’intervento chirurgico. «Ciao a tutti, c’è una cosa che dovete sapere e voglio che la sappiate direttamente da me», ha scritto su Instagram uno dei giganti della Nazionale di Fefé De Giorgi, centrale trentino della Gas Sales Bluenergy Piacenza.
Il fastidio leggero
I test stabiliranno se serve anche la radioterapia o la chemioterapia. Lui si è accorto di avere un tumore così: «Un mesetto fa ho iniziato a sentire un fastidio mai provato in vita mia. Un fastidio leggero, una sensazione di pesantezza di cui ho parlato subito con il fisioterapista e il dottore. Purtroppo eravamo una settimana fuori tra Latina e Cagliari, e quando siamo tornati a Piacenza l’ecografia ha scoperto che ci poteva essere qualcosa. Mi sono sottoposto alle analisi e a una visita con un urologo, Gennaro Musi: devo ringraziare Piacenza, il mio club, per tutto quel che mi ha dato in questi anni, non solo dal punto di vista medico».
Le terapie
«Quando entri nel mondo della medicina vieni bombardato da numeri. Il primo che mi hanno citato è 99,9%: anche se fa paura, questo tipo di tumore ha questo tasso di guarigione. L’altro numero mi ha fatto meno piacere: era il 90% di probabilità che si trattasse di qualcosa di brutto, e il 10% invece che potessero essere solo delle cicatrici dovute a infezioni. Purtroppo ha vinto il 90%. Per la prima volta in vita mia ho subito un’operazione, a eseguirla lo stesso dottor Musi». Si dovrà sottoporre ad altre terapie: «Sono sincero, non mi sono voluto informare. L’importante era l’intervento, che va fatto in tempi rapidi, così rapidi da permettermi di accedere al servizio nazionale: su un soggetto giovane prima si risolve meglio è».
Un po’ stronzo
Spiega ancora che la prevenzione è importante: «Questo tipo di tumore è un po’ stronzo, mettiamola così: ho avuto questo fastidio per tre-quattro giorni, poi per due settimane niente più. Sotto Natale, ecco tornare il fastidio. In questi giorni mi scrivono colleghi che hanno avuto la stessa malattia e io non lo sapevo. Mi ha chiamato anche un campione che mi aveva fatto i complimenti dopo il Mondiale: Achille Polonara. Ai giovani dico: imparate a sentire il vostro corpo, l’auto palpazione è utile anche contro il tumore al seno. Un controllo in più è importante, mai dare per scontata la salute. Ho capito durante la gravidanza della mia compagna Laura quanto una donna sia più controllata di un uomo».
