Iran, l’orrore raccontato dai medici: «Sparano agli occhi per rendere ciechi i manifestanti». Le minacce dei pasdaran alle famiglie delle vittime – La diretta

Proseguono le proteste di massa in Iran contro il governo, mentre il presidente americano Donald Trump incita il popolo iraniano a proseguire le manifestazioni e prendere così il controllo delle istituzioni. «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l’aiuto è in arrivo», ha dichiarato il presidente degli Usa. Nel frattempo, continua il blackout imposto dal regime come forma di repressione. Oggi è il sesto giorno in cui i manifestanti sono senza internet. Il bilancio delle vittime registrato durante le proteste continua ad aumentare.
Iran International: le minacce dei pasdaran alle famiglie delle vittime
Iran International, la tv dei dissidenti iraniani con sede a Londra, riporta che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise durante le proteste nella parte orientale di Teheran. Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando le case. Secondo Iran International, i pasdaran hanno ordinato alle famiglie di raccogliere i corpi delle vittime prima dell’alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, aggiungendo che saranno addebitate le spese per l’uso di munizioni.
Il racconto dei medici iraniani: «Vittime colpite agli occhi e alla testa»
I manifestanti colpiti con ferite da arma da fuoco durante le proteste sono stati colpiti principalmente sugli occhi e sulla testa, secondo quanto riportano i medici iraniani. Si tratta di una tattica che era già stata usata durante le proteste del 2022 Donna, Vita, Libertà. Un oculista di Teheran, la cui testimonianza è stata raccolta dal Gaurdian, ha documentato oltre 400 ferite agli occhi causate da colpi d’arma da fuoco in un singolo ospedale: «Stanno sparando deliberatamente alla testa e agli occhi: vogliono danneggiare la testa e gli occhi in modo che non possano più vedere, la stessa cosa che hanno fatto in passato», ha dichiarato. Molti dei pazienti, ha precisato, hanno dovuto subire l’asportazione degli occhi e sono rimasti ciechi.
L'avvertimento dell'Iran ai paesi vicini
L’Iran ha allertato i paesi vicini che colpirà le basi americane come rappresaglia per eventuali attacchi da parte di Washington. Lo riferiscono funzionari iraniani a Reuters. I paesi in questione vanno dall’Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia. Le basi Usa in questi paesi saranno attaccate se gli Stati Uniti prenderanno di mira l’Iran chiedendo a questi paesi di impedire agli Stati Uniti di attaccare l’Iran.
Cina contraria all'uso della forze nelle relazioni internazionali
Nel contesto della crisi in Iran, la Cina fa sapere che «si oppone alle forze esterne che interferiscono negli affari interni di un Paese e non sostiene l’uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali» e ribadisce che «sostiene e spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e salvaguardare la stabilità nazionale». A riferirlo è la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, sull’ipotesi di Trump di un’azione molto forte contro l’Iran.
Gli Usa trasferiscono parte del personale della base in Qatar
Gli Stati Uniti hanno chiesto a una parte del personale americano di lasciare la base aerea statunitense di al Udeid in Qatar, nonché la base Usa più grande in Medio Oriente che ospita 10mila soldati.
Internet resterà disconnesso per una o due settimane
Per le prossime una o due settimane, Internet potrebbe rimanere disconnesso. È quanto riferisce l’agenzia di stampa Fars al sesto giorno di blackout nazionale imposto dal regime per reprimere le protesse contro il governo. Nella giornata di ieri, tuttavia, qualche utente – ma si tratta di casi isolatissimi – è riuscito a chiamare all’estero per la prima volta.
