Gli Usa valutano l’intervento in Iran che limita lo spazio aereo. La Farnesina: «Gli italiani che possono farlo lascino il Paese» – La diretta

Proseguono le proteste di massa in Iran contro il governo, mentre il presidente americano Donald Trump incita il popolo iraniano a proseguire le manifestazioni e prendere così il controllo delle istituzioni. «Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani, l’aiuto è in arrivo», ha dichiarato il presidente degli Usa. Nel frattempo, continua il blackout imposto dal regime come forma di repressione. Oggi è il sesto giorno in cui i manifestanti sono senza internet. Il bilancio delle vittime registrato durante le proteste continua ad aumentare.
«Aerei da combattimento sopra Bassora, al confine tra Iran e Iraq»
The Iraqi news outlet Al-Jeebal reports that residents heard and observed fighter jets earlier tonight over Basra in Southern Iraq, only miles from the border with Iran. pic.twitter.com/K7cjFG6pqX
— OSINTdefender (@sentdefender) January 14, 2026
L'Iran ha chiuso lo spazio aereo (eccetto i voli internazionali)
L’Iran ha chiuso il proprio spazio aereo a tutti i voli, ad eccezione dei voli internazionali da e verso l’Iran che devono comunque ottenere un’autorizzazione.
Secondo FlightRadar, una piattaforma di monitoraggio dei voli, Teheran ha emesso un avviso in cui comunicava che lo spazio aereo sarebbe rimasto chiuso per «poco più di due ore».
Teheran: «Abbiamo il pieno controllo»
Le autorità iraniane hanno il controllo totale della situazione. Lo sostiene il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista a Fox News, dopo oltre due settimane di proteste. «Dopo tre giorni di operazioni terroristiche, ora c’è calma. Abbiamo il controllo totale», ha dichiarato alla rete americana, secondo estratti di un’intervista registrata oggi.
Chiusa temporaneamente l'ambasciata inglese a Teheran
L’ambasciata britannica nella capitale iraniana Teheran è stata temporaneamente chiusa. A dichiararlo è il governo di Londra. «Abbiamo temporaneamente chiuso l’ambasciata britannica a Teheran, che ora opererà da remoto», ha dichiarato un portavoce del governo. «Le indicazioni di viaggio del Ministero degli Esteri sono state aggiornate per riflettere questa modifica consolare».
Trump: «Le uccisioni in Iran si sono fermate»
«Siamo stati informati in modo piuttosto forte che le uccisioni in Iran stanno cessando e non c’è alcun piano per le esecuzioni». Lo ha detto Trump notando che sul tema si stava parlando molto negli ultimi giorni. «Oggi sarebbe stato il giorno delle esecuzioni», ha aggiunto. Trump ha quindi precisato che sarebbe molto deluso se l’informazione non si rivelasse vera.
La Farnesina: «Gli italiani che possono farlo lascino l'Iran»
È in corso nella sala di crisi della Farnesina una riunione del ministro Antonio Tajani con dirigenti del ministero, della Difesa, della sicurezza italiana, con l’ambasciatrice d’Italia a Teheran e con gli ambasciatori nelle principali capitali interessate alla attuale crisi in Iran. La Farnesina, si legge in una nota, conferma l’indicazione di lasciare l’Iran ai cittadini italiani che possano farlo.
Teheran convoca l'ambasciatrice italiana in Iran
Le autorità iraniane, secondo quanto apprende Adnkronos, hanno convocato l’ambasciatrice italiana a Teheran, Paola Amadei. Una decisione, spiegano, in risposta alla convocazione dell’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri, avvenuta ieri dalla Farnesina.
Tajani: convocato ambasciatore italiano a Teheran
Convocato l’ambasciatore italiano a Teheran. Lo riferisce il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando in Senato con i giornalisti che gli chiedono quale sia stato l’esito dell’incontro, avvenuto ieri alla Farnesina con l’ambasciatore iraniano chiamato a colloquio per esprimere le preoccupazioni e la condanna dell’Italia su quanto sta avvenendo in Iran con la repressione della protesta dei civili. «I giornali italiani sono liberi di raccontare quello che vogliono. Le immagini delle Tv sono incontrovertibili su quello che accade in Iran. Se tutto il mondo è indignato ci sarà un motivo», replica a proposito delle raccomandazioni che da Teheran starebbero arrivando in Italia agli esuli, secondo quanto riferito da loro stessi. «Adesso vediamo l’evolversi della situazione. Sto andando alla Farnesina per parlare delle garanzie dei nostri concittadini che sono là. La prima cosa che facciamo nei momenti di crisi» è salvaguardare «la sicurezza dei nostri concittadini. Seguiamo minuto per minuto», ha dichiarato il ministro.
Reuters: «Possibile attacco Usa all'Iran entro 24 ore»
Due funzionari europei hanno detto alla Reuters di considerare probabile un intervento militare Usa. Uno di loro, in particolare, ha detto di credere che questo potrebbe essere lanciato nelle prossime 24 ore. Secondo una fonte israeliana Trump avrebbe già preso la decisione di intervenire, anche se i tempi e i modi restano incerti.
Teheran: «Pronti a reagire a un attacco Usa»
Donald Trump dovrebbe ricordare l’attacco alla base aerea di Al-Udeid, che ha dimostrato «la volontà e la capacità dell’Iran di reagire a qualsiasi attacco», ha scritto sui social media Ali Shamkhani, consigliere della Guida suprema iraniana Ali Khamenei, in seguito alle minacce di intervento Usa in risposta alla repressione delle proteste in Iran
Iran International: le minacce dei pasdaran alle famiglie delle vittime
Iran International, la tv dei dissidenti iraniani con sede a Londra, riporta che le forze di sicurezza in borghese e i membri delle Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira le case delle famiglie delle persone uccise durante le proteste nella parte orientale di Teheran. Le forze hanno effettuato incursioni intimidatorie, sparando, lanciando insulti e saccheggiando le case. Secondo Iran International, i pasdaran hanno ordinato alle famiglie di raccogliere i corpi delle vittime prima dell’alba e di effettuare le sepolture in modo rapido e privato, aggiungendo che saranno addebitate le spese per l’uso di munizioni.
Il racconto dei medici iraniani: «Vittime colpite agli occhi e alla testa»
I manifestanti colpiti con ferite da arma da fuoco durante le proteste sono stati colpiti principalmente sugli occhi e sulla testa, secondo quanto riportano i medici iraniani. Si tratta di una tattica che era già stata usata durante le proteste del 2022 Donna, Vita, Libertà. Un oculista di Teheran, la cui testimonianza è stata raccolta dal Gaurdian, ha documentato oltre 400 ferite agli occhi causate da colpi d’arma da fuoco in un singolo ospedale: «Stanno sparando deliberatamente alla testa e agli occhi: vogliono danneggiare la testa e gli occhi in modo che non possano più vedere, la stessa cosa che hanno fatto in passato», ha dichiarato. Molti dei pazienti, ha precisato, hanno dovuto subire l’asportazione degli occhi e sono rimasti ciechi.
L'avvertimento dell'Iran ai paesi vicini
L’Iran ha allertato i paesi vicini che colpirà le basi americane come rappresaglia per eventuali attacchi da parte di Washington. Lo riferiscono funzionari iraniani a Reuters. I paesi in questione vanno dall’Arabia Saudita agli Emirati Arabi Uniti fino alla Turchia. Le basi Usa in questi paesi saranno attaccate se gli Stati Uniti prenderanno di mira l’Iran chiedendo a questi paesi di impedire agli Stati Uniti di attaccare l’Iran.
Cina contraria all'uso della forze nelle relazioni internazionali
Nel contesto della crisi in Iran, la Cina fa sapere che «si oppone alle forze esterne che interferiscono negli affari interni di un Paese e non sostiene l’uso o la minaccia della forza nelle relazioni internazionali» e ribadisce che «sostiene e spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e salvaguardare la stabilità nazionale». A riferirlo è la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, sull’ipotesi di Trump di un’azione molto forte contro l’Iran.
Gli Usa trasferiscono parte del personale della base in Qatar
Gli Stati Uniti hanno chiesto a una parte del personale americano di lasciare la base aerea statunitense di al Udeid in Qatar, nonché la base Usa più grande in Medio Oriente che ospita 10mila soldati.
Internet resterà disconnesso per una o due settimane
Per le prossime una o due settimane, Internet potrebbe rimanere disconnesso. È quanto riferisce l’agenzia di stampa Fars al sesto giorno di blackout nazionale imposto dal regime per reprimere le protesse contro il governo. Nella giornata di ieri, tuttavia, qualche utente – ma si tratta di casi isolatissimi – è riuscito a chiamare all’estero per la prima volta.
