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Il vigilante del cantiere delle Olimpiadi è morto d’infarto, «difficilmente riconducibile» al gelo

14 Gennaio 2026 - 23:42 Stefania Carboni
pietro zantonini vigilante morto cantiere olimpiadi
pietro zantonini vigilante morto cantiere olimpiadi
Questo l'esito dell'autopsia disposta dalla procura di Belluno. Ma potrebbero servire altri esami

Sarebbe stato un «evento cardiaco acuto difficilmente riconducibile» all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava, alla base del decesso di Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni morto la notte dell’8 gennaio nel cantiere dello Stadio del Ghiaccio di Cortina D’Ampezzo.

Potrebbero servire ulteriori esami

Il risultato emerge dall’autopsia svolta per conto della Procura di Belluno nell’ambito delle indagini sulla morte dell’uomo. Potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per escludere in maniera certa la correlazione tra il freddo e la morte, che tuttavia in sostanza sembrerebbe dovuta a un evento naturale. L’autopsia è stata svolta, per la Procura, dal medico legale Andrea Porzionato, dell’Università di Padova, mentre il consulente dell’indagato, rappresentante legale della ditta per cui lavorava Zantonini, è stato l’anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine.

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