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«Per speculare sull’oro niente lingotti. Meglio sterline d’oro, marenghi, krugerrand»

16 Gennaio 2026 - 07:38 Alessandro D’Amato
beppe scienza investire oro lingotti monete ets
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Il professor Beppe Scienza spiega che l'oro finanziario o la valuta aurea consentono maggiore sicurezza a chi investe in modo difensivo

Niente lingotti per speculare sull’oro. Meglio sterline d’oro, marenghi, Krugerrand. Oppure è possibile puntare sull’oro finanziario. Perché le commissioni costano dieci volte meno. Con le quotazioni in perpetua salita, per alcuni la tentazione di comprare oro è forte. Ma il professor Beppe Scienza, autore fra l’altro di “Oro, bene rifugio o trappola?”, ci spiega come farlo in modo conveniente. Il punto è in particolare la scelta fra oro finanziario (Exchange Traded Commodity-Etc, futures, certificati ecc.) e oro fisico. E nel secondo caso fra lingotti e monete. Inoltre per i lettori di Open che vogliono cimentarsi, il professor Scienza ha preparato un quiz sull’oro. Ma è senza premi, si riceve solo una e-mail con le risposte giuste.

I lingotti d’oro

Sull’investimento in lingotti, Scienza spiega di non essere un nemico acerrimo: «Ma no, solo che quanto vale per una banca centrale a volte non va bene per un privato. Ai risparmiatori i venditori pubblicano foto di lingotti, perché per essi la cosa più comoda è vendere oro in lingotti. Ma per scommettere sulle quotazioni dell’oro quella non è la soluzione più ovvia e tanto meno la più conveniente». Perché ci sono una serie di problemi che vanno a cozzare con la redditività: «Sorvoliamo pure sui costi e problemi di trasporto, custodia ecc. In ogni caso per speculare sull’oro è molto più conveniente rivolgersi al cosiddetto oro finanziario, cioè soprattutto Etc (Exchange Traded Commodity). Acquistare e rivendere un lingotto può costare facilmente il 2% e anche più. Con un Etc le commissioni, in particolare operando online, in genere portano via meno dello 0,2%. Operando coi futures anche meno dello 0,1%».

Titoli e lingotti

Anche se tenere in mano un lingotto è certamente diverso rispetto all’avere un titolo sul conto: «Se il discorso si trasferisce alle sensazioni tattili o agli atteggiamenti psicologici, allora non mi pronuncio. Le mie valutazioni riguardano gli aspetti oggettivi dell’investimento. Anzi, vorrei aggiungere che i mercati dell’oro finanziario sono mercati regolamentati, a differenza di quello di lingotti e monete». E secondo il prof l’oro finanziario è conveniente anche «per scommettere su un’ulteriore salita delle quotazioni, senz’altro sì. In ogni caso ci sono almeno altri due vantaggi nell’oro finanziario, anche se interessano solo parte degli investitori. Uno è fiscale: le auspicate plusvalenze possono essere compensate da minusvalenze subite con investimenti finanziari andati male, pagando così meno imposte (o nessuna). L’altro è che coi futures si può anche scommettere sull’oro al ribasso. Coi lingotti sicuramente no».

Le monete auree

Se l’oro viene acquistato in un’ottica non speculativa il discorso cambia, «ma le conclusioni non si ribaltano. L’alternativa sono allora le monete auree, che sono preferibili ai lingotti salvo che per gli acquisti di una banca centrale o, forse, di Elon Musk. Cioè di quintali o tonnellate d’oro. E perché sterline d’oro, marenghi, Krugerrand ecc. sarebbero meglio? «C’è chi compra oro alla ricerca di sicurezza, non per speculazioni di breve periodo. Chi vede in esso un’ultima spiaggia in caso di crac generalizzati, crollo del sistema finanziario mondiale ecc. In un tale scenario i lingotti più o meno grossi potranno essere molto difficili da vendere, per il sospetto che siano falsi (per esempio perché di tungsteno all’interno). Quelli piccoli invece (50 grammi o meno) comportano costi di investimento, di una natura o dell’altra, facilmente superiori al 5% circa che attualmente pesa sulle monete auree».

Sterline d’oro, marenghi, Krugerrand

Quindi, meglio sterline d’oro, marenghi, Krugerrand e simili «perché si può fare conto che sarà più facile venderli all’occorrenza, in tempi normali ma anche in situazioni di crisi. Agli intermediari è più facile rendersi immediatamente conto se sono veri o falsi, molto più difficile con un lingotto da un kg».