I Vigili del fuoco in ginocchio al corteo ProPal, la bacchettata dal Viminale invia un richiamo: «Con la divisa non si può»

È arrivata una contestazione disciplinare dal Viminale per Claudio Mariotti e altri nove Vigili del fuoco (sei dei quali toscani) che il 22 settembre scorso, a Pisa, durante la manifestazione sui lungarni nel giorno dello sciopero generale proclamato dalla Usb a sostegno della Global Sumud Flotilla e di Gaza, hanno osservato un minuto di silenzio inginocchiandosi.
Mariotti, pompiere da 38 anni – leva militare nel 1989, poi sei anni da discontinuo fino all’assunzione nel 1996 – e sindacalista Usb, racconta al Corriere della Sera che il gesto è stato compiuto «come portatori di buona volontà dell’Unicef», ricordando che il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco è ambasciatore Unicef grazie a un accordo rinnovato nel 2024 dal sottosegretario Prisco.
«Ci siamo inginocchiati per esprimere solidarietà alle vittime»
«Ci siamo inginocchiati per esprimere solidarietà alle vittime, in particolare ai bambini – spiega – anche perché sulla nostra uniforme portiamo la spilla Unicef e in questo genocidio sono morti migliaia di piccoli innocenti. Non c’è stata alcuna azione anticostituzionale. Eppure vengono colpiti dirigenti sindacali e lavoratori durante uno sciopero e una manifestazione pienamente legittimi».
La contestazione disciplinare riguarda la “forma” della partecipazione alla protesta, in particolare il fatto che il gesto sia avvenuto indossando la divisa. Secondo il Viminale, questo avrebbe «discreditato tutto il Corpo». Un’accusa che Mariotti respinge: «Abbiamo sempre rappresentato la nostra categoria nei luoghi di rivendicazione con i nostri dispositivi di protezione individuale, così come fanno i metalmeccanici con la tuta o i sanitari con il camice».
Cosa rischiano i vigili del fuoco?
Ora i Vigili del fuoco coinvolti rischiano sanzioni che vanno dalla sospensione con decurtazione dello stipendio fino, seppur in via remota, al licenziamento. I lavori della commissione disciplinare inizieranno il 29 gennaio con l’audizione di un pompiere di Roma, seguita da quelle degli altri colleghi. Il sindacato Usb annuncia battaglia e convoca per il 28 gennaio, alla vigilia delle audizioni, un convegno a Roma, nella sala Aci di via Marsala (ore 15), dal titolo: «Contro la repressione della libertà d’espressione e la militarizzazione del Corpo».
