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Crans-Montana, Moretti: «È vero, l’allarme antincendio non c’era»

17 Gennaio 2026 - 08:56 Alba Romano
crans montana le constellation jacques moretti jessica maric
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L'interrogatorio dell'imprenditore davanti al magistrato svizzero: «Non scappo, voglio la verità»

«L’affermazione è vera». Nell’interrogatorio del 9 gennaio a Sion, Jacques Moretti ammette che al Le Constellation non c’era un sistema antincendio. Il magistrato chiede: «Siete diventati proprietari del locale tramite la vostra società, Le Constel Sarl, nel 2022. L’indagine ha rivelato che avete ristrutturato i locali nel 2015 e, in particolare, installato schiuma acustica sul soffitto. Una volta innescato, questo prodotto si è rivelato altamente infiammabile. Inoltre, sembra che non ci fosse un sistema di irrigazione automatico nei locali e che abbiate consentito l’uso di dispositivi pirotecnici all’interno».

La risposta

Moretti risponde con tre parole: «L’état est effectivement vrai». Sembrerebbe un’ammissione su uno dei nodi principali dell’indagine. Il proprietario del locale ha detto di non voler scappare perché vuole la verità: «La domanda non e’ mai stata posta. Non ho mai avuto intenzione di lasciare la Svizzera perché voglio che venga a galla la verità su tutta questa storia. Per rispondere alla sua domanda, mio padre è venuto a trovarmi in macchina e avrei potuto partire con lui. Ma non ho mai avuto questa intenzione». Nello spiegare le ragioni per cui Jacques Moretti potrebbe fuggire dalla Svizzera, il giudice che ne dispone la misura in carcere afferma anche che il gestore del Le Constellation «non ha legami effettivi a Crans Montana». Mentre i suoi altri locali «saranno evitati dai clienti dopo quello che è successo».

Gli atti

Il provvedimento del Tribunale di Sion è tra i nuovi atti depositati agli avvocati. «Sebbene lui e sua moglie gestiscano ancora due esercizi commerciali nel Vallese, essi sono attualmente chiusi. Inoltre, va detto che, a seguito dell’incendio al Constellation di Crans-Montana, i clienti probabilmente eviteranno gli altri esercizi commerciali della coppia nel Vallese, mettendo così a repentaglio la loro fonte di reddito».