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Figli picchiati con la scopa, pieni di bruciature e denutriti: coppia di nomadi finisce in carcere

17 Gennaio 2026 - 08:28 Ugo Milano
picchia fidanzata aiuto madre violenza
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Il caso a Canaro, in provincia di Rovigo, dove quattro bambini sono stati sottoposti dai genitori a una quotidianità di violenze sistematiche

Per anni la loro casa è stata il luogo più pericoloso. Una quotidianità fatta di percosse e incuria che si è consumata a Canaro, piccolo centro della provincia di Rovigo. Ora quella storia ha un risvolto giudiziario definitivo. Padre e madre sono stati condannati a tre anni e mezzo di reclusione per maltrattamenti aggravati ai figli minorenni e sono finiti in carcere, come riporta Il Gazzettino. Mentre i quattro bambini sono stati allontanati dalla famiglia d’origine e affidati per un lungo periodo, tre a famiglie, uno a una struttura protetta.

Le violenze ai figli

Le indagini della procura di Rovigo hanno ricostruito un quadro di violenze sistematiche protratte dal 2014 al dicembre 2021 in questa famiglia di nomadi di etnia rom. I bambini venivano picchiati con oggetti domestici come scope, presentavano ustioni, bruciature, lividi e cicatrici, ed erano spesso sporchi e denutriti. In uno dei passaggi più gravi emersi nel processo, un neonato veniva lasciato solo con i fratellini, senza alcuna vigilanza. Una leggerezza che aveva esposto il piccolo a rischi gravissimi, come il soffocamento perché i fratellini si divertivano a infilargli giocattoli piccoli in bocca. Le violenze sono state segnalate più volte all’Ulss 5 Polesana.

Senza istruzione

La prima sentenza è arrivata nel febbraio 2024, confermando la responsabilità di entrambi i genitori per maltrattamenti in famiglia aggravati dall’età delle vittime, con condotte iniziate già dalla nascita del primo figlio. Il Comune ha seguito l’intero caso fino all’allontanamento definitivo dei minori. Il sindaco Alberto Davì, intervenendo pubblicamente, ha spiegato: «Dai sopralluoghi condotti era emersa una situazione molto complicata e difficile. Spiaceva veramente constatare le condizioni in cui vivevano quei bambini, senza un’adeguata istruzione pre-scolare e con episodi poco piacevoli vissuti tra le mura domestiche. Anche se in alcuni casi il distacco dai genitori può essere traumatizzante, credo che in questa circostanza sia stata presa la decisione migliore».

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