Non si è salvato neanche il Piper, chiuso il mitico locale di Roma: la raffica di controlli dopo Crans-Montana e i guai con l’affollamento

Non si è salvato neanche il Piper dopo la raffica di controlli sui locali pubblici partiti dopo la strage di Crans-Montana. Gli ingressi della discoteca attiva dagli anni Sessanta a Roma sono stati sbarrati dalle forze dell’ordine, come riporta l’edizione romana del Corriere della Sera. Si tratterebbe di un sequestro cautelativo, scattato dopo alcuni controlli all’interno del locale.
Perché è stato chiuso il Piper
All’interno della storica discoteca, la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all’impianto, rischi sotto il profilo dell’evacuazione, assenza di certificazioni e un numero di persone più alto rispetto a quello dovuto
I precedenti e gli allarmi sulla sicurezza
Non sarebbe la prima volta che il Piper viene chiuso dopo un controllo. Già in passato era stato chiuso, soprattutto per l ‘affollamento di ragazzi molto giovani durante le aperture pomeridiane della discoteca. Lo scorso maggio, il questore aveva disposto 15 giorni di stop per «gravi criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica». Provvedimento arrivato subito dopo altri simili, per le diverse risse e aggressioni che avvenivano all’interno del locale.
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Il Piper dal mito alle risse
Il Piper club aprì nella sua priva versione nel 1965. Per decenni era stato il luogo simbolo della cultura giovanile italiana. A quel palco deve l’inizio della sua carriera Patty Pravo, che per anni si è portata dietro l’appellativo di «ragazza del Piper».
Proprio lì avevano debuttato anche artisti come Renato Zero e Lucio Dalla. Per anni è stato punto di riferimento della movida romana, finché negli ultimi anni i fatti di cronaca su risse e aggressioni hanno preso il posto del gossip e dei racconti delle notti leggendarie.
