I due abiti di Valentino che hanno fatto la storia: le sue creazioni indossate da Lady Diana e Scarlett Johansson: come nacque il suo “rosso” – Il video

Quando si parla di Valentino Garavani, due creazioni spiccano su tutte per il loro impatto nell’immaginario collettivo. Il primo è l’abito che Lady Diana scelse di indossare il 15 novembre 1992, in un momento simbolico della sua vita: quella sera decise di sfuggire agli impegni con il marito Carlo per assistere al concerto di Paul McCartney a Lille. Come raccontato su un profilo Instagram dedicato all’ex Beatles, i due si incontrarono e scambiarono qualche parola, e le immagini di quella serata immortalarono Diana avvolta nel leggendario «Rosso Valentino». Il secondo capolavoro portò la firma dello stilista sul red carpet dei Golden Globe nel 2006, quando una giovanissima Scarlett Johansson, appena 22enne, conquistò tutti con un abito che anticipava il trionfo che avrebbe ottenuto di lì a poco con Match Point di Woody Allen.
Com’è nato il «Red Valentino»
Dietro quella particolare tonalità di rosso si nasconde una storia dai tratti leggendari. Come racconta Federica Mochi per l’Adnkronos, tutto ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta all’Opera di Barcellona, dove un giovanissimo Valentino, ancora studente, assisteva a uno spettacolo. Tra la platea vestita rigorosamente di bianco e nero, una figura femminile anziana avvolta in un velluto magenta catturò completamente la sua attenzione. Quella macchia di colore isolata in mezzo alla folla divenne per lui l’incarnazione stessa della femminilità. Un’immagine che lo stilista non avrebbe più dimenticato e che sarebbe diventata la sua ossessione cromatica.

Il primo atelier e la genesi del suo colore
Quando nel 1959 Valentino aprì il suo primo atelier, quella visione barcellonese riemerse con forza irresistibile. Da quel momento, la donna secondo Valentino avrebbe dovuto comunicare anche attraverso quel colore preciso: una sfumatura unica che si posiziona a metà strada tra carminio, porpora e rosso di cadmio, con una leggera inclinazione verso l’arancio mai troppo marcata. Un rosso caldo, morbido, luminoso ma mai aggressivo, studiato appositamente per esaltare chi lo porta.
Un colore «democratico»
Per Garavani, il rosso rappresentava un colore «democratico», capace di valorizzare qualsiasi donna lo indossasse, senza distinzioni. Una visione che trasformò Valentino in un’icona dell’alta moda globale. Il suo rosso vestì celebrità di ogni angolo del pianeta, compresa la sua cara amica Jackie Kennedy, che negli anni del lutto scelse tailleur e abiti di chiffon firmati dallo stilista. Negli anni Settanta, il Rosso Valentino si trasformò persino in una fragranza racchiusa in una boccetta pensata per restituire, attraverso note fruttate e oleose, la stessa potenza evocativa del colore simbolo del maestro.
