Nessun raffreddore all’Antitrust, regalato a tutti il vaccino antinfluenzale. Bilancio ancora in utile, ma dal 2027 sarà in perdita

All’Antitrust anche questo inverno stanno tutti bene: nessuno è a casa con l’influenza, perché praticamente tutti i dipendenti vengono vaccinati a spese dell’autorità guidata da Roberto Rustichelli. L’adesione all’offerta di vaccini antinfluenzali per tutti è volontaria, ma a leggere il bilancio di previsione dell’Antitrust per il 2026 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, quasi tutti aderiscono. La spesa indicata per l’anno prossimo è infatti di 12mila euro, che saliranno a 15mila euro per l’anno successivo: l’autorità offre ai suoi dipendenti anche il vaccino anti-pneumococco, che offre una copertura per un tempo più lungo. Ma lo stesso documento finanziario indica la previsione di spesa di cassa per i vaccini nell’anno finanziario precedente (il 2025) in 13.680 euro; quindi, è presumibile che tutti i dipendenti abbiano aderito all’offerta e non si siano ammalati, visto che il loro numero medio è stato 316.

Nessun altro offre gratis il vaccino contro l’influenza, che già non si paga in molte Regioni
Nessun’altra autorità di garanzia e a dire il vero nessun’altra amministrazione offre gratuitamente il vaccino antinfluenzale al proprio personale. L’Antitrust spiega di farlo per aderire alle raccomandazioni di sanità pubblica. A dire il vero quel tipo di vaccino è raccomandato dal ministero della Salute solo per chi ha più di 60 anni e per le persone fragili. In tre regioni italiane (Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna) quel vaccino è offerto gratuitamente a tutta la popolazione fino ad esaurimento scorte. In tutte le altre regioni, a cominciare dal Lazio dove ha sede l’Antitrust, è comunque offerto gratuitamente a tutti i soggetti a cui è raccomandato farlo (ultrasessantenni e fragili). Quindi anche ai dipendenti di Rustichelli, che avrebbe potuto non spendere tutti quei soldi. La fornitura dei vaccini è affidata alle Farmacie internazionali di Napoli, mentre la loro conservazione è stata affidata al gruppo Bios di Roma.

Altri 12 mila euro in medicinali, ma l’Antitrust alla fine è in utile. Dal 2027 però in perdita
Alla salute dei suoi dipendenti l’autorità deve tenere in modo particolare, perché nel bilancio di previsione oltre allo stanziamento per i vaccini aggiunge anche 2mila euro per «medicinali ed emoderivati» e 10.650 euro per «altri beni e prodotti sanitari». All’Antitrust è una tradizione da anni, e nel periodo della pandemia la spesa era molto superiore sia per vaccini che per altri prodotti sanitari, perché venivano acquistati anche gel e mascherine da rendere disponibili ai dipendenti.
La spesa anche non compromette i conti dell’autorità: il progetto di bilancio per il 2026 prevede entrate di 105,578 milioni di euro e uscite per 104,424 milioni di euro con un saldo positivo finale di 1,153 milioni di euro. I problemi arrivano negli anni successivi, perché scende l’aliquota di contribuzione che devono pagare le aziende controllate dall’antitrust: dallo 0,057% allo 0,055% del fatturato. Così per il 2027 l’Antitrust prevede di perdere 2,398 milioni di euro e per il 2028 un po’ meno: 1,772 milioni di euro. Il rosso di bilancio però verrà coperto dal ricco avanzo di amministrazione accumulato negli anni di utili consistenti, che al 31 dicembre 2025 era stimato in 212 milioni di euro.

Dipendenti spesso in viaggio in Italia e nel mondo, ecco agenzie viaggio e vettori
Per le spese di viaggio dei suoi dipendenti l’Antitrust prevede 1.771 euro a testa l’anno. Difficile che si muovano tutti, ma la media è come quella del pollo di Trilussa: qualcuno ha sempre la valigia in mano e gira l’Italia e il mondo per presenziare a convegni e riunioni con esperti e colleghi di altri paesi. Agenzie specializzate organizzano i viaggi: Alma Travel ha incassato fatture nel 2025 per 228.095,51 euro mentre Cisalpina Tours per 20.902,72 euro. In qualche caso è stato fatto direttamente il biglietto del treno: a Trenitalia pagati 9.120,1 euro e ad Italo 433,7 euro. Per le tratte aereo pagati 2.969,46 euro a ITA, 996,68 euro a Easy Jet e 131,47 euro a Ryanair.

Amati gli hotel di lusso, il ristorante preferito è a Roma vicino al Quirinale. Le spese del collegio
Per i soggiorni in hotel di dipendenti e ospiti a fare la parte del leone è la catena di alberghi di lusso Roberto Naldi collection, che nel 2025 si è vista pagare dall’Antritrust fatture per 71.212,7 euro. Possiede fra gli altri lo Splendid Royal di Roma in via Porta Pinciana e sempre nella capitale ai Parioli il Parco dei Principi. Fra le fatture pagate ce ne è una da 985 euro saldata alla società Alimatha srl, che gestisce il ristorante Mirabelle all’ultimo piano dello Splendid Royal. Sempre a Roma saldati 2.571,4 euro all’hotel The Hoxton Rome.
Il ristorante preferito dai dipendenti di Rustichelli nella capitale è Rinaldi al Quirinale, cui sono state saldate nel 2025 fatture per 6.100 euro. Per gli eventi catering con la pasticceria Natalizi (13.954,60 euro) o con il bar Giolitti (5.649,2 euro) e ingaggiata l’agenzia di comunicazione Mirus srl (6.100 euro). A Milano pochi viaggi dormendo all’Hilton (346 euro) o all’ Hyatt hotel centro (417 euro), poi c’è una fattura da 949 euro senza indicazione di luogo pagata alla catena Rocco Forte & family.
Per trasferte a Lima in Perù scelto il Marriott Hotel (2.690,82 euro), per quelle a Edinburgo scelto l’Hotel Du Nin (1.494,38 euro), per poi andare a cena alla Locanda De Gusti (203,24 euro). A Parigi scelto l’Hotel Maison Fl (1.836,24 euro). Per gli spostamenti in auto la benzina è stata acquistata da Ip, gruppo Api spendendo 11.174,29 euro di cui 6.288,99 euro con carte prepagate Ip plus.
Con le carte prepagate i tre membri del collegio (oltre il presidente Rustichelli anche la professoressa Elisabetta Iossa e l’avvocato Saverio Valentino) hanno saldato le loro spese di rappresentanza. Con la prepagata i tre hanno speso nel 2025 in tutto 60.833,29 euro, cui si sono aggiunti altri 31.390,54 euro versati direttamente dall’amministrazione, per un totale di 92.223,83 euro parti a 2.561 euro al mese a testa. Infine, fra le fatture pagate ce ne sono due saldate direttamente al Governo del Canada. Una da 4.541,79 euro in data 16 settembre 2025 e una ancora più particolare da 6,26 euro saldata il 31 dicembre 2025: il valore di una coppa di prosecco per il brindisi all’anno nuovo.
