La bufala di Donald Trump sulla sovranità danese della Groenlandia, smentita dai documenti USA

Il messaggio scritto da Donald Trump e indirizzato al primo ministro norvegese Jonas Gahr Store contiene tre grosse bufale. Le prime riguardano il Premio Nobel per la Pace e le fantomatiche guerre che avrebbe “fermato” (ne parliamo qui), mentre l’ultima riguarda la sovranità della Groenlandia. A smentire il Presidente americano, soprattutto sul territorio artico, non sono dichiarazioni di Oslo o Copenaghen, ma dai documenti ufficiali degli Stati Uniti.
Per chi ha fretta
- Nel 1916 gli Stati Uniti riconobbero ufficialmente la sovranità danese sull’intera isola.
- Trump sbaglia anche sul Premio Nobel per la Pace, che non viene assegnato o compromesso dal governo norvegese.
- Le presunte “8 guerre fermate” non trovano riscontro nei fatti, come già verificato in un precedente fact-check.
Il messaggio
Nel testo, Trump accusa implicitamente la Norvegia di aver deciso di non assegnargli il Premio Nobel per la Pace, rivendicando di aver “fermato 8 guerre”. Una premessa che gli consente poi di spostare il discorso sulla Groenlandia, sostenendo che la Danimarca non avrebbe alcun reale “diritto di proprietà'” sull’isola perché, a suo dire, non esisterebbero documenti scritti a supporto della sovranità danese:
Caro Jonas: considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre IN PIU’, non mi sento piu’ in dovere di pensare esclusivamente alla pace, sebbene restera’ sempre predominante, ma ora posso pensare a cio’ che e’ bene e giusto per gli Stati Uniti d’America. La Danimarca non puo’ proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perche’ mai dovrebbero avere un “diritto di proprieta’”? Non esistono documenti scritti, e’ solo che una nave e’ sbarcata li’ centinaia di anni fa, ma anche noi abbiamo avuto navi che sono sbarcate li’. Ho fatto piu’ per la NATO di chiunque altro dalla sua fondazione e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non e’ sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia. Grazie!
Presidente DJT
La grande bufala sulla Groenlandia
Trump aggiunge che la presenza storica danese si ridurrebbe allo sbarco di una singola nave “centinaia di anni fa”, rivendicando una legittimità americana analoga. Di fatto, si tratta di una ricostruzione smentita da un documento scritto e firmato nel 1916 proprio dagli Stati Uniti che riconosce alla Danimarca la sua espansione nell’artico.

Il 4 agosto 1916, come riportato dal sito del Dipartimento di Stato, l’allora Segretario di Stato americano Robert Lansing firmò una dichiarazione ufficiale in cui il governo degli Stati Uniti affermava di non opporsi all’estensione degli interessi politici ed economici della Danimarca “all’intera Groenlandia”. Il documento venne firmato a New York come appendice alla convenzione sulla cessione delle Indie Occidentali Danesi agli Stati Uniti.

Si tratta di un documento molto pesante dal punto di vista politico, oltre che giuridico. Con un atto formale, gli Stati Uniti riconobbero la sovranità danese sull’intera Groenlandia, nonostante la Dottrina Monroe che dal 1823 mirava a limitare l’espansione europea nell’emisfero occidentale. Una posizione che non è cambiata negli anni, mentre risulta piuttosto confermata proprio dagli accordi tra i due Paesi, come quello sulla sicurezza del 27 aprile 1951 (durante il mandato del democratico Truman)*, aggiornato nel 2004 (durante il mandato del repubblicano Bush), che garantisce proprio agli Stati Uniti un ampio accesso militare.

Nel documento si legge chiaramente un riconoscimento della Groenlandia come “parte del Regno di Danimarca”.

Le bufale sul Premio Nobel e le “guerre fermate”
Riguardo all’assegnazione del Premio Nobel per la Pace, Trump parla di una decisione presa dal “tuo Paese”, riferendosi alla Norvegia. In realtà, l’assegnazione del Nobel per la Pace non dipende dal governo norvegese né dal primo ministro, ma viene assegnato da un comitato indipendente che opera separatamente dalle istituzioni politiche del Paese.
Per quanto riguarda le presunte “guerre fermate” da Trump, la posizione del Presidente americano non trova riscontro nei fatti. Nella migliore delle ipotesi, si potrebbe parlare di tregue fragili o di dispute diplomatiche ancora aperte. In alcuni dei casi citati dal Tycoon, infine, non ci sarebbe mai stata una guerra da fermare. Per approfondire, potete leggere il nostro precedente fact-check.
“BUG – Bufale USA e getta” è la rubrica di Open Fact-checking dedicata alle falsità e le notizie fuorvianti provenienti dagli Stati Uniti. Il nome richiama il “bug di sistema” informatico, metafora per le distorsioni e le stranezze dell’infosfera americana.
Edit*: è stato corretto l’anno e il riferimento presidenziale del documento degli anni ’50.
