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Il Corvo di Montecitorio “punito” con 3 mila euro di stipendio (e a febbraio torna a lavoro)

20 Gennaio 2026 - 06:51 Alessandro D’Amato
corvo montecitorio roberto cerreto 3 mila euro stipendio
corvo montecitorio roberto cerreto 3 mila euro stipendio
Roberto Cerreto aveva recapitato un dossier anonimo con riferimenti sessuali e accuse gravi nei confronti di un collega. Perché voleva il posto di vicesegretario generale della Camera

Roberto Cerreto sta per tornare al lavoro a Montecitorio. Dopo mesi di sospensione e stipendio ridotto, sì, ma a 3 mila euro netti. Così la Camera ha punito il Corvo di Montecitorio, che aveva creato e recapitato un dossier anonimo con riferimenti a inclinazioni sessuali e accuse gravi nei confronti di colleghi che aspiravano alla sua stessa nomina. E così ai primi di febbraio tornerà a fare il suo lavoro. Cerreto percepiva circa 10 mila euro netti mensili. Tra due settimane tutto tornerà come prima.

Il dossieraggio alla Camera

Il Foglio, che aveva raccontato dei dossier dati all’FdI Giovanni Donzelli, racconta che la materia del contendere era il posto di vicesegretario generale della Camera. Le accuse riguardavano la gestione dei lavori del Copasir. Il responsabile era il dottor Marco Caputo. Il segretario generale della Camera Fabrizio Castaldi ha gestito la faccenda con quella “massima discrezione” che «a Montecitorio significa che dopo ventiquattr’ore lo sapevano tutti, dai questori agli uscieri», commenta Salvatore Merlo. Cerreto avrebbe subito una condanna disciplinare interna. «È una delle sanzioni più severe mai applicate a un funzionario di quel livello nella storia della Repubblica», dice un alto rappresentante istituzionale.

I dipendenti e il cartellino

Ci sono precedenti. Come il caso dei dipendenti sorpresi alcuni anni fa a timbrare il cartellino per poi volatilizzarsi: alcuni persero il posto, in effetti, ma molti altri continuano a prestare servizio ancora oggi. Sono stati salvati quelli che avevano sponsor politici di livello. Cerreto, ex capo di gabinetto di un ministro del governo Draghi e di un ministro del governo Renzi, apprezzatissimo dal Pd, non avrebbe avuto amicizie politiche pronte a salvarlo. Mentre c’è un altro caso strano a Montecitorio. Quello di marito e moglie: lui sanziona i dipendenti, lei si occupa dei ricorsi contro le decisioni di lui.