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Trump: «Macron è un amico, ma non resterà per molto. Io al G7? No. Sulla Groenlandia vedrete fino a che punto mi spingerò»

20 Gennaio 2026 - 21:41 Stefania Carboni
trump macron
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«In un anno abbiamo fatto più di qualsiasi altra amministrazione», ha dichiarato il presidente USA prima di partire per Davos. E mostra in tv i volti degli arrestati dall'Ice in Minnesota: «Volete vivere con loro?»

Nella conferenza stampa per i suoi primi 12 mesi alla Casa Bianca, durata oltre un’ora, Donald Trump per il New York Times, appare sottotono, poco lucido, quasi rallentato. Il quotidiano parla di «discorso sconclusionato», in un momento in cui alcuni media rilanciano le preoccupazioni sul suo stato di salute. E in effetti non ha tutti i torti. Perché Trump ha toccato vari punti senza però dare una direzione precisa, specialmente in fatto di politica estera. I dazi, per esempio, fanno bene all’economia statunitense. «Se li rimuovessimo, la Cina ci mangerebbe». E non parteciperà al G7 a Parigi nella riunione ipotizzata da Emmanuel Macron, con cui è ai ferri corti sulla questione Groenlandia. «Emmanuel non resterà lì ancora a lungo, è un mio amico, è una brava persona, mi piace Macron ma non resterà ancora per molto», ha dichiarato, mentre domani il tycoon raggiungerà il Forum Davos. «Fino a che punto mi spingerò sulla Groenlandia? Lo scoprirete», ha poi aggiunto.

Nato e Onu

Il presidente degli Stati Uniti ha ribadito di aver «fatto più per la Nato di qualsiasi altra persona viva o morta». Parlando con i giornalisti, ha aggiunto: «Verremo in soccorso della Nato, ma mi chiedo davvero se loro verranno in soccorso nostro». E inoltre: «Credo che l’Onu debba continuare, perché il suo potenziale è grande».

«Biden il dormiglione»

Dall’immigrazione all’inflazione, il presidente Usa ha menzionato più volte il nome di Biden, «il dormiglione. Joe Biden il corrotto. Potete chiamarlo come volete». «È comunque giusto? È dormiglione ed è corrotto. È stato il peggior presidente che abbiamo mai avuto», ha aggiunto. Ma ammette l’errore nella morte di Renee Good, uccisa a colpi di arma da fuoco da un funzionario federale dell’immigrazione.  Si è sentito «malissimo» quando ha scoperto che il padre della Good era un suo fan. E ha aggiunto che a volte l’Ice «commette errori» e «si comporta in modo troppo duro con le persone». 

I «criminali» migranti

Trump a inizio conferenza ha poi mostrato le foto, a suo dire, di «criminali». «Ve ne potrei far vedere migliaia: ce ne sono 10.000 solo in Minnesota. Come si fa a vivere in un posto con così tanti criminali. I cattivi», dice. «Sono assassini, persone che hanno ucciso. Allora cosa fa Ice e le altre forze dell’ordine. Fanno qualcosa di incredibile (…) Ci aiutano a controllare i confini», ha dichiarato. E poi è passato a citare il Venezuela (con María Corina Machado, premio Nobel, gentile «ma senza abbastanza supporto interno»).

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