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Meloni: «A Trump ho detto che non c’è minaccia europea e sbaglia sui dazi»

21 Gennaio 2026 - 20:40 Stefania Carboni
giorgia meloni
giorgia meloni
La premier nella puntata speciale di Porta a Porta: «La Groenlandia è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato. Il Board of Gaza? C'è un problema di costituzionalità»

La Groenlandia «è da considerarsi territorio di responsabilità della Nato». Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite di “Speciale Porta a porta – 30 anni della nostra vita”, in onda questa sera su Rai 1. «Le due nazioni che stanno discutendo sono due alleati dell’Alleanza atlantica e la questione che gli americani pongono è una questione di sicurezza su un territorio strategico. Questo è un tema corretto, è un tema che riguarda anche noi. Tutto l’Artico, la Groenlandia, anche per quello che accade con i cambiamenti climatici, diventano zone che hanno una particolare strategicità e sicuramente c’è il rischio che, ad esempio per le materie prime di cui quei territori sono molto ricchi che fanno gola molte potenze straniere, non ci sia sufficiente presenza e sufficiente controllo: è un tema reale. E’ il tema che pongono gli americani», ha aggiunto la premier intervistata da Bruno Vespa e da Enrico Mentana.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con Enrico Mentana e Bruno Vespa, durante il programma televisivo della Rai “Porta a Porta” in occasione dei 30 anni della trasmissione, Roma, 21 gennaio 2026. ANSA/ANGELO CARCONI

Non sono rimasta «stupita da quello che ha detto Donald Trump: lo dico da più di un anno che secondo me non è realistico che gli Stati Uniti invadano militarmente la Groenlandia», ha aggiunto la premier. «Chiaramente tutti capiamo quali sarebbero le conseguenze di una scelta del genere. A me non ha stupito, sono contenta che lo abbia ribadito che l’abbia messo nero su bianco, dopodiché però bisogna cercare delle soluzioni», ha aggiunto. 

«Ripristinare il dialogo tra Usa e Ue»

«Una parte dei problemi» tra Usa ed Europa «è soprattutto dato forse da un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della puntata per i 30 anni della trasmissione Porta a porta, in onda questa sera su Rai1. «Quando nei giorni e nelle settimane passate alcuni Paesi europei hanno deciso di inviare dei soldati per delle delle operazioni di training in Groenlandia, questo è stato letto dall’Amministrazione americana come un attacco nei confronti degli americani. Io credo che invece – ha aggiunto – fosse il tentativo di rispondere a un’esigenza che anche gli americani pongono. È la ragione per cui ho chiamato Donald Trump e gli ho detto: ‘Guarda che credo che non si sia capito. E credo che sia un errore la previsione o la minaccia di aggiungere dazi a quelle nazioni che avevano fatto questa scelta‘. Ma c’è una parte di questi problemi che è soprattutto dato da forse da un’assenza di comunicazione che bisogna ripristinare».

«Con Board of peace for Gaza ci sono problemi di costituzionalità»

«La questione legale e regolamentare è soprattutto in rapporto al all’articolo 11. Quello per cui noi possiamo concedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati. E questo può essere incompatibile con alcuni statuti con alcuni articoli dello statuto». Queste le parole di Meloni nell’incostituzionalità per l’adesione dell’Italia al Board of peace for Gaza. Non crede in una Onu privata. «Non credo che un organismo del genere e che nessun organismo in generale possa sostituirsi alle Nazioni Unite», spiega. «Le Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato, il Board of Peace nasce nell’ambito di una risoluzione delle Nazioni Unite. Quindi è uno strumento previsto anche dalle Nazioni Unite. Sono altri i profili che sono per noi problematici», ha aggiunto.

«Sono una ragazza di Garbatella, non è facile per me districarmi»

«Io sono in generale preoccupata da quello che accade sulla politica internazionale – ha detto Meloni da Vespa – mi pare di dimostrarlo perché me ne occupo moltissimo, e non solamente per le dichiarazioni che può fare un leader o che può fare un altro. Ma perché obiettivamente noi siamo in un contesto storico nel quale tutte le certezze che eravamo convinti di avere stanno svanendo o rischiano di svanire». intervistata da Bruno Vespa e da Enrico Mentana, che le ha domandato se non sia preoccupata ogni volta che parla Donald Trump. “E sapersi districare in un’epoca storica del genere – ha aggiunto – per una una ragazza della Garbatella che si ritrova a doversi assumere le responsabilità, non è una cosa facile”.

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