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Il Parlamento Ue ferma l’accordo sui dazi con Trump: lunedì la decisione sul «bazooka» commerciale

21 Gennaio 2026 - 17:19 Gianluca Brambilla
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La Francia insiste per chiedere una linea dura contro le minacce di Washington sulla Groenlandia. Giorgetti ottimista: «Escalation? Ce la faremo anche stavolta»

Mentre Donald Trump parlava al World Economic Forum di Davos, il Parlamento europeo ha votato per sospendere l’accordo commerciale con gli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato in conferenza stampa da Bernd Lange, presidente della commissione Commercio internazionale dell’assemblea Ue, confermando di fatto una decisione che era nell’aria da giorni. Dietro lo stop all’intesa sui dazi, siglata la scorsa estate in Scozia da Ursula von der Leyen e lo stesso Trump in Scozia, ci sono le nuove tariffe minacciate da Washington contro quei Paesi europei (otto in tutto) che hanno inviato i propri soldati in Groenlandia per un’esercitazione militare.

Lo stop del Parlamento Ue

Trump «sta usando i dazi per esercitare una pressione politica su di noi affinché vendiamo la Groenlandia», ha spiegato Lange, eletto con i socialdemocratici tedeschi. «Per questo – ha aggiunto – siamo stati molto chiari: la procedura resterà sospesa finché non ci sarà chiarezza sulla Groenlandia e su queste minacce, che rappresentano un vero e proprio attacco alla sovranità economica e alla sovranità territoriale e all’integrità dell’Ue». Per il momento, il congelamento dell’intesa commerciale riguarda esclusivamente le misure tariffarie e non gli impegni europei in materia di investimenti negli Stati Uniti, in particolare nei settori dell’energia e dell’intelligenza artificiale.

Lunedì il voto sul «bazooka» commerciale

Lo stop all’intesa sui dazi ha messo d’accordo tutti i partiti della litigiosa maggioranza Ursula, che ora però rischiano di dividersi sui prossimi passi da compiere. Lunedì 26 gennaio, il Parlamento europeo discuterà della possibilità di richiedere formalmente alla Commissione europea l’adozione dello strumento anti-coercizioneil cosiddetto «bazooka commerciale» – contro gli Stati Uniti. L’attivazione dello strumento, pensato per rispondere a pressioni economiche esercitate da Paesi terzi per fini politici, è sostenuta con forza da Socialisti, Liberali, Verdi e Sinistra, mentre il Ppe e le destre sono più scettiche. Tra i capi di Stato e di governo, la Francia è in prima linea per chiedere di adottare una linea dura contro le minacce di Trump sulla Groenlandia, mentre la Germania – che pure rientra tra i sei Paesi Ue colpiti dalle nuove tariffe – si mantiene più cauta sulla questione.

Giorgetti ottimista: «Ce la faremo anche stavolta»

L’ultimo a intervenire in merito è Roland Lescure, ministro francese dell’Economia, che al Senato ha detto: «Purtroppo, se deve esserci una escalation, ci sarà una escalation. Ma nell’attesa facciamo il possibile per far ricadere la pressione e per dimostrare con forza che l’integrità territoriale dell’Europa non si negozia». Decisamente più ottimista il suo omologo italiano, Giancarlo Giorgetti, che rispondendo a una domanda sull’eventualità di un’escalation di dazi tra Stati Uniti e Unione europea si è limitato a dire: «Ce la faremo anche stavolta».

Foto copertina: EPA/Gian Ehrenzeller | Donald Trump al World Economic Forum di Davos

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