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Eolico e solare superano per la prima volta i combustibili fossili, la svolta nella produzione elettrica dell’Ue

22 Gennaio 2026 - 10:33 Alba Romano
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Per l’European Electricity Review di Ember, l’analisi annuale del think tank Ember, nel 2025 le due fonti pulite hanno rappresentato il 30% dell’energia elettrica prodotta nei 27 Paesi, contro il 29% di carbone, gas e petrolio

C’è una prima volta anche per eolico e solare. Nel 2025 hanno prodotto più elettricità dei combustibili fossili nell’Unione europea, con una quota del 30% contro il 29%. È ciò che si legge nell’European Electricity Review di Ember, l’analisi annuale del think tank Ember. «Questo storico sorpasso dimostra la rapidità con cui l’Ue sta avanzando verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento», afferma l’autrice Beatrice Petrovich. «In un contesto in cui la dipendenza dai fossili alimenta l’instabilità geopolitica – prosegue -, l’urgenza della transizione verso l’energia pulita è più evidente che mai». In questo scenario, sottolinea il report, l’Italia – particolarmente esposta ai costi del gas – potrebbe trarre vantaggio dallo sviluppo delle batterie.

L’analisi

La European Electricity Review è giunta a queste conclusioni analizzando i dati di produzione e consumo di elettricità dei 27 Stati membri, con l’obiettivo di misurare i progressi nella transizione dai combustibili fossili all’energia pulita. Il sorpasso di eolico e solare sui fossili nel 2025 è attribuibile soprattutto al solare, che per il quarto anno consecutivo ha registrato una crescita superiore a un quinto (+20,1%), raggiungendo il 13% della produzione elettrica dell’Ue. Un nuovo record che gli ha permesso di superare sia il carbone sia l’idroelettrico.

Nel 2025 la produzione solare è aumentata in tutti i Paesi dell’Unione rispetto al 2024, trainata in particolare dalle nuove installazioni. Il fotovoltaico ha coperto oltre un quinto dell’elettricità generata in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi. In Italia, la produzione solare è cresciuta del 24% su base annua, arrivando a rappresentare il 17% del totale elettrico.

Nel complesso, le rinnovabili hanno fornito il 48% dell’elettricità dell’Ue, nonostante condizioni meteorologiche anomale che hanno penalizzato l’idroelettrico (-12%) e l’eolico (-2%), favorendo invece il solare. L’eolico rimane comunque la seconda fonte di produzione elettrica nell’Unione, con una quota del 17%, e ha generato più elettricità del gas.

Il cambiamento in tutti i Paesi dell’Ue

In aumento anche la produzione elettrica da gas (+34 TWh, +8% sul 2024), soprattutto per compensare il calo dell’idro, pur restando 18% sotto i livelli pre-crisi energetica. I costi delle importazioni di gas per la generazione elettrica hanno raggiunto 32 miliardi di euro, il 16% in più rispetto al 2024: il primo rialzo dal 2022, con Italia e Germania tra i Paesi più esposti. Il carbone, infine, ha proseguito il suo rapido declino, scendendo a un minimo storico del 9,2% nel 2025. 

«La prossima priorità per il settore elettrico dell’Ue dovrebbe essere quella di ridurre la dipendenza dal gas – avverte Beatrice Petrovich – La dipendenza dal gas non solo rende l’Ue più vulnerabile al ricatto dei paesi esportatori di combustibili fossili ma fa anche aumentare i prezzi dell’elettricità. Nel 2025 in Italia abbiamo visto i primi segnali concreti di un maggiore utilizzo delle batterie per stoccare energia rinnovabile e utilizzarla alle ore serali. Con l’accelerazione di questa tendenza, si potrebbe limitare l’uso delle costose centrali termoelettriche a gas, stabilizzando i prezzi e limitando le importazioni di gas».

Italia leader nel settore delle batterie Ue

Il rapporto sottolinea inoltre come l’Italia sia uno dei leader nel settore delle batterie nell’Ue, concentrando circa il 20% della capacità operativa di batterie di grandi dimensioni totale dell’Ue (per 1,9 GW). Da gennaio a ottobre 2025 la capacità è aumentata di 0,7 GW (+40% rispetto al 2024). Una dinamica che viene ricollegata al modello della California, indicato come possibile traiettoria anche per l’Italia. Secondo Ember, una «solida pipeline di progetti» potrebbe sostenere una «rapida crescita futura, con 10 GW di nuovi progetti di batterie in fase di costruzione, autorizzati o annunciati a dicembre».

Nel 2025 gli accumuli italiani hanno già contribuito a coprire la domanda nelle ore di picco del consumo di gas, una tendenza «che potrebbe accelerare rapidamente con la realizzazione di tale pipeline», portando a una crescita di «quasi sei volte» dell’attuale capacità. Un’evoluzione che consentirebbe di ridurre la dipendenza dal gas importato e l’esposizione ai prezzi elevati dell’energia.

La California come riferimento

L’analisi cita la California come riferimento: in pochi anni le batterie hanno iniziato a coprire una quota significativa della domanda serale, riducendo il ricorso alle centrali a gas. Seguendo un percorso analogo, osserva Ember, anche l’Italia potrebbe stabilizzare i prezzi dell’elettricità e limitare l’esposizione alle importazioni di gas. «Nonostante le molte criticità burocratiche, nel 2025 l’Italia ha generato circa 10 terawattora di elettricità da fotovoltaico in più del 2024», commenta Michele Governatori, esperto senior energia ad Ecco. «Accelerare questa crescita è l’unico modo per ridurre i prezzi dell’energia in modo strutturale», aggiunge, puntualizzando che «al contrario, il governo italiano sembra più propenso a tenere aperte le centrali a carbone e a fantasticare sul nucleare, mentre la storica dipendenza dal gas fa dell’Italia uno dei mercati energetici meno accessibili dell’Ue».

Foto copertina: ANSA/CESARE ABBATE | Il Parco eolico di Durazzano in provincia di Benevento

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