Licenziata dopo un infortunio a scuola, parla la maestra: «Sono devastata. Ero prima in graduatoria, ora non possono più chiamarmi»

«Mi sento devastata. Per quell’infortunio sono stata licenziata e non potrò più insegnare fino al prossimo settembre». A parlare è Isotta Cadau, maestra precaria di 49 anni originaria di Taranto, licenziata dall’istituto dove lavorava come supplente dopo un grave infortunio a scuola. Un alunno, infatti, le era caduto addosso con una sedia, provocandole lesioni ai legamenti del ginocchio e una frattura alla mano. Inizialmente, l’Inail aveva riconosciuto l’infortunio sul lavoro, ma successivamente lo ha riclassificato come malattia. La docente, superati i 30 giorni di assenza previsti per le supplenze brevi, è stata quindi licenziata. Nei giorni scorsi, ha deciso di scrivere una lettera al ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
L’infortunio
«Non è possibile che gli insegnanti precari non abbiamo diritti e non siano tutelati. Io mi sento deprivata della mia personalità, della mia capacità lavorativa. Per questo, con il mio legale l’avvocato Fabrizio del Vecchio, abbiamo scritto al ministro chiedendo un suo intervento», dichiara la maestra al Corriere della Sera. E a colloquio con Luca Pernice spiega da dinamica dell’infortunio, avvenuto nella mensa della scuola: «Mentre mi stavo dirigendo al mio posto un alunno di un’altra classe, che era su una sedia, è caduto accidentalmente ma brutalmente sulle mie gambe. Ho sentito un forte dolore a un ginocchio e alla mano che avevo messo a protezione. Non sono potuta andare a casa e sono rimasta in classe con un dolore insopportabile. Nel pomeriggio mi sono trasferita nel plesso centrale dell’istituto per un collegio docenti. La dirigente vedendo la mia sofferenza mi ha permesso di andare a casa per farmi visitare», spiega. I medici che l’hanno visitata le hanno diagnosticato la lesione dei legamenti e la frattura della mano. L’Inail aveva inizialmente riconosciuto l’infortunio sul lavoro, ma in seguito ha chiuso la pratica trasformando l’assenza in malattia comune.
«Sono prima in graduatoria, ma le scuole non possono chiamarmi»
«Avendo superato i 30 giorni di malattia ma che di fatto erano per un infortunio sono stata licenziata dalla scuola. Ma non solo. Mi sono stati congelati anche gli stipendi di dicembre e dei primi 19 giorni di gennaio e non potrò nemmeno essere chiamata da altre scuole per tutto l’anno, nonostante sia prima in graduatoria», ha aggiunto la maestra. Al momento, il ministro Valditara non ha ancora replicato alla docente.
