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Meloni e Merz firmano tre memorandum di cooperazione: «Non è una sfida a Trump, ma un modo di aiutare noi stessi»

merz meloni
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La premier e il cancelliere in un lungo bilaterale a Roma, ecco cosa hanno deciso

La riunione bilaterale a Roma, tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz è durata tutta la giornata a riprova, come hanno notato prima di tutto i giornali tedeschi, che non è solo un passaggio formale ma l’inizio di un cambiamento, anche se Meloni si schernisce quando un giornalista tedesco – in conferenza stampa – le chiede se è la nascita di un asse, quello tra Roma e Berlino, che sostituisce quello tra Francia e Germania.

I memorandum firmati

I documenti firmati sono tre. Il primo riguarda la decisione della Germania di aderire al gruppo di lavoro «tra paesi likeminded» lanciato dall’Italia all’inizio del governo Meloni. Il secondo è il documento sulla competitività dell’Unione europea che dovrebbe rilanciare l’economia e la produzione industriale e che, almeno in parte, riprende i temi identificati nell’agenda Draghi. Il terzo è un testo che si occupa soprattutto di cooperazione rafforzata in tema di difesa.

Il rafforzamento dell’Europa

Soprattutto, spiega Meloni durante la conferenza stampa, i tre documenti rappresentano un passaggio politico importante. «L’Europa deve scegliere se intende essere protagonista del suo destino o subirlo. Serve coraggio e responsabilità e trasformare le crisi in opportunità», dice la premier. E aggiunge negando che il documento sia una sfida a Trump, al contrario dice «è un modo per aiutare noi stessi, serve un’Europa autorevole, consapevole del proprio ruolo».

«Io personalmente sono convinta che in questo tornante della storia Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare, chiaramente per storia, per peso, per leadership», dice ancora Meloni. «Siamo due grandi nazioni europee, fondatrici dell’Unione, protagoniste delle dinamiche internazionali. Siamo le due principali potenze manifatturiere d’Europa». Merz sottolinea, invece, soprattutto l’importanza della cooperazione in tema di difesa, anche in ottica Nato – sebbene oggi Donald Trump abbia di nuovo attaccato l’alleanza – ed evidenzia che la cooperazione europea «si è rivelata decisiva in questi giorni quando ci siamo sentiti quotidianamente per valutare come agire per stare al fianco della Danimarca e della Groenlandia».

Groenlandia e Board of peace

A proposito di Groenlandia, Meloni dice ancora, che per un territorio così importante sul piano della difesa dell’alleanza atlantica: «Sono ottimista sulla capacità di Europa e Stati uniti di elevare il livello di attenzione sulla questione. Per quanto riguarda l’Italia rimane l’interesse per il Board of peace, al momento però il formato per noi è incostituzionale, tenteremo di fare questo lavoro, la presenza di paesi come i nostri può fare la differenza».

La richiesta a Donald Trump, in questo caso, è di riconfigurare le regole che al momento vedono il presidente americano leader del formato: «Ho detto che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l’iniziativa è stata configurata, chiedendo anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia ma anche di altri Paesi europei».

Il Nobel a Trump

Meloni ha anche ripreso il tema Nobel per la pace, a cui pare il presidente americano – almeno a fase alterne – dice di tenere parecchio. Spingendosi a dire che anche l’Italia, in un prossimo futuro, potrebbe sostenere la candidatura di Trump: «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace», ha detto la premier.

La battaglia sui dazi

Friedrich Merz, dal canto suo, è stato particolarmente attento alle tematiche economiche, dai dazi americani alla necessità di dare attuazione all’accordo economico tra Europa e Mercosur. «Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili. I Paesi di tutto il mondo sappiano che noi siamo pronti a difenderci», ha detto. «Siamo in grado – ha aggiunto – di convocare il Consiglio europeo straordinario e l’azione dimostrata in questa settimana è la dimostrazione di quello che possiamo fare. Quello che era stata minacciato da Trump non è accaduto. Dobbiamo essere uniti e reagire in tempo reale. Meloni ed io siamo due premier fermamente convinti di fare tutto il possibile per l’Unione europea».

«Possiamo fare accordi commerciali con i Paesi che la pensano come noi sull’apertura del mercato», ha aggiunto Merz parlando della possibilità, dopo l’intesa con il Mercosur, di avviare accordi di cooperazione economica con l’India, l’Australia e altri paesi asiatici. La conferenza stampa, seguita alla sigla dei memorandum, si è chiusa tra larghi sorrisi. «Le relazioni tra Italia e Germania non sono mai state così buone come ora», ha detto la premier.

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