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25 Gennaio 2026 - 17:35 Gabriele Fazio

Francesco Baccini – Franco Califano

34 anni dopo Nomi e cognomi, uno dei migliori e più clamorosi album della storia del pop italiano (se ve lo siete perso preparate il dorso delle mani per una serie di sonore bacchettate), Baccini apre le porte ad un volume 2. Il primo personaggio scelto è Franco Califano, non a caso un collega artista, che da la possibilità al cantautore genovese di raccontare anche un po’ se stesso, il proprio rapporto con la musica, quella cosa che, quando fatta con talento, illuminati da quell’aura che solo gli artisti veri hanno, diventa qualcosa di inossidabile nella vita, un punto fermo e felice dove si può essere quel talento per sempre, a prescindere da ciò che poi avviene in quella noia mortale di vita vera. Forse la metà dei cittadini romani over una certa età hanno un aneddoto personale su Franco Califano, tutti abbiamo sentito le storie di quella Roma che non c’è più, di quel mito assoluto, sempre ai margini del perbenismo, infetto da una poesia altissima e immortale, ma la verità è che di lui oggi ci restano in mano la sua epica e la sua musica. Baccini lo omaggia con un brano d’alta scuola.