Usa, lobby delle armi contro Trump dopo l’omicidio di Alex Pretti: «Aveva una pistola? Sacro diritto»

C’è qualcosa che non torna nella ricostruzione che Donald Trump, la Casa Bianca e il mondo MAGA danno dell’omicidio di Alex Pretti, l’infermiere 37enne ucciso dagli agenti dell’ICE sabato a Minneapolis. La principale «tesi difensiva» della destra Usa è che Pretti sarebbe stato armato: nello specifico di una una Sig Sauer P320 calibro 9 mm. Sui social da ieri rimbalza la foto della pistola che l’uomo avrebbe avuto con sé al momento del «placcaggio» degli agenti. I quali, è il ragionamento sostenuto dallo stesso Trump, avrebbero dunque agito per difendersi da una presunta minaccia. Sulla ricostruzione restano molti dubbi – un testimone oculare avrebbe già detto sotto giuramento di ritenere che Alex Pretti fosse disarmato. Ma ora per Trump e i suoi si pare pure un altro fronte politico, di segno “opposto”. Perché se anche quella tesi fosse vera, l’attacco scomposto a Pretti appena morto per il possesso di un’arma ha fatto infuriare le lobby delle armi, solitamente allineate con i Repubblicani a trazione Trump.
January 24, 2026
Il porto d’armi di Pretti e la rabbia delle lobby Usa
«I procuratori non dovrebbero demonizzare i cittadini rispettosi della legge. Occorre attendere gli esiti di un’indagine completa prima di trarre conclusioni”, ha detto oggi la potente National Rifle Association (Nra). Nel mirino è finito in particolare Bill Essayli, sostituto procuratore a Los Angeles, che sui social ha scritto che se una persona si avvicina alle forze dell’ordine con un’arma, è molto probabile che l’agente sia legalmente giustificato a sparare. Ma il messaggio risuona chiaro pure per i vertici politici della destra Usa. Perché Pretti in ogni caso, su questo non vi sono dubbi, aveva regolare porto d’armi. E in Minnesota chi ha quel titolo può girare armato senza temere per questo di essere aggredito, men che meno ucciso da degli agenti. Anche un altro gruppo influente, Gun Owners of America, è intervenuto per difendere con le unghie e con i denti il Secondo Emendamento della Costituzione Usa, quello che sancisce il diritto per i cittadini di detenere e portare armi: «Agenti federali non dovrebbero essere giustificati a sparare contro persone col porto d’armi. Il Secondo Emendamento protegge il diritto degli americani di portare armi anche durante manifestazioni di protesta. Un diritto che non dovrebbe essere violato dal governo federale», attacca l’associazione. E ora Trump e i suoi sono stretti tra due fuochi.
Foto di copertina: Ansa/Epa – Craig Lassig
