Trump: «Dobbiamo finire il lavoro, non possiamo andarcene». Teheran: «Preparatevi al petrolio a 200 dollari». Israele bombarda pesantemente Beirut

Vietato tornare indietro. Nel dodicesimo giorno della guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran Teheran ha lanciato un attacco contro le strutture Usa in Medio Oriente e contro Israele. Il canale israeliano 12 ha riportato diversi feriti negli attacchi iraniani vicino a Tel Aviv. Il ministero della Difesa dell’Arabia Saudita invece ha fatto sapere di aver intercettato sette missili balistici lanciati da Teheran. Intanto Israele ha attaccato la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. E l’esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto 16 navi posamine iraniane «vicino allo Stretto di Hormuz». Intanto secondo gli stessi iraniani Mojtaba Khamenei, figlio di Alì e nuova guida suprema, è ferito ma in salvo dopo i bombardamenti.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato l’Iran di significative «conseguenze militari» se avesse posato mine nello stretto, che è di fatto sotto il controllo di Teheran. Nuove esplosioni sono state udite nella notte tra martedì e mercoledì dai giornalisti dell’AFP a Teheran. Le detonazioni sono state udite nel nord e nell’ovest della capitale iraniana, già scossa da esplosioni in precedenza nella giornata.
Circa 140 soldati statunitensi sono rimasti feriti dall’inizio della guerra contro l’Iran, secondo il Pentagono, che afferma che la maggior parte ha riportato ferite lievi e otto sono ancora considerati feriti gravi. Le autorità statunitensi avevano precedentemente riferito di sette militari americani uccisi in Kuwait e Arabia Saudita. Nelle sue ultime cifre, il governo libanese riporta un totale di 759.300 sfollati. Quasi 500 persone sono state uccise da quando Hezbollah ha trascinato il paese nella guerra regionale con l’Iran il 2 marzo lanciando missili contro Israele.
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Foto copertina: ANSA/ ALI HAIDER | Navi nello Stretto di Hormuz viste da Khasab, nel Governatorato di Musandam, Oman, il 24 giugno 2025
