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Mattarella: «Attacchi a Liliana Segre volgari e imbecilli. Ue sia rigorosa contro antisemitismo». La senatrice: «Non si usi Gaza contro il giorno della Memoria» – I video

27 Gennaio 2026 - 13:24 Giulia Norvegno
Mattarella
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«Non c'è posto nella Repubblica per chi predica odio e violenza» ha detto il Capo dello Stato in occasione della celebrazione del giorno della Memoria al Quirinale. Cosa ha detto Mattarella e la senatrice a vita Liliana Segre

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto le celebrazioni del Giorno della Memoria al Quirinale per esprimere pubblicamente sostegno alla senatrice a vita Liliana Segre, bersaglio di recenti attacchi. «Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità», ha dichiarato Mattarella. Il Capo dello Stato ha sottolineato come volgarità e imbecillità siano da sempre le caratteristiche del razzismo e dell’antisemitismo, fenomeni configurati dalla legge come reati. A Segre ha rinnovato la riconoscenza della Repubblica per la sua testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio «sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza».

Liliana Segre: «Non si usi Gaza contro il giorno della Memoria»

Prima di Mattarella, era stata proprio la senatrice Segre a intervenire. Nel suo discorso, la sopravvissuta alla Shoah ha ribadito: «Si può e si deve parlare di Gaza nel giorno della Memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora».

«Il Giorno della Memoria – ha detto Segre – non è per gli ebrei. È principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l’Italia fascista di allora, la Germania nazista e molti stati europei contro le razze considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi. Contro l’umanità. Il giorno della memoria è per ricordare i carnefici, ma anche quelli che si opposero, e i giusti che tentarono a costo della vita di salvare i perseguitati».

Oggi «sono incredula e smarrita di fronte alle esibizioni di prepotenza allo stato puro» di leder mondiali che ricordano «Charlie Chaplin che si balocca con il mondo nel film “Il Grande Dittatore”». Ma «in questo momento critico abbiamo una speranza, l’Europa. Un’Europa non solo moneta e mercato, ma fatta come fu concepita dai padri fondatori». 

Appello all’Europa contro il riemergere dell’antisemitismo

Il presidente ha lanciato un allarme sul riproporsi di manifestazioni antisemite e razziste in Europa, definendole «indice di alta pericolosità» che richiede «un’azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea». Mattarella ha evidenziato come le menzogne sulla presunta disuguaglianza tra esseri umani abbiano alimentato i totalitarismi del Novecento e come continuino ancora oggi a nutrire razzismo e antisemitismo. «A queste menzogna attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori», ha aggiunto, tracciando un collegamento tra la propaganda nazifascista del passato e le derive autoritarie contemporanee.

L’orrore della Shoah

Nel suo intervento, Mattarella ha ripercorso la sistematicità dello sterminio nazista, sottolineando come «mai nella storia dell’uomo uno sterminio era stato così lungamente progettato e così accuratamente programmato, nei minimi dettagli e con sconvolgente efficienza». Il Capo dello Stato ha ricordato le storie tragiche di Sergio ed Elena, due piccoli italiani vittime della Shoah, affermando che «tutte le violenze sono inaccettabili, spregevoli, ma quelle contro i bambini, in ogni parte del mondo, addolorano, scuotono le coscienze». Ha evocato l’inferno dei lager – deportazioni, torture, esperimenti medici, camere a gas, crematori – definendolo il frutto di un «vero e proprio sistema di morte costruito negli anni, con malvagia determinazione», citando i «volenterosi carnefici di Hitler» secondo la definizione dello storico Daniel Goldhagen.

La responsabilità del fascismo italiano

Mattarella non ha risparmiato parole dure sulla complicità italiana nella Shoah. «Da italiani, rievochiamo con angoscia la discriminazione, la persecuzione, la deportazione, la morte dei nostri concittadini ebrei, traditi dalle leggi razziali volute dal fascismo; e da tanti dei suoi adepti venduti ai carnefici nazisti, con la complicità della monarchia», ha dichiarato il presidente. La grande menzogna della superiorità razziale, ha spiegato, «nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti» si diffuse attraverso «un’infida ma efficace campagna di propaganda» che sfruttava l’antico pregiudizio antiebraico. Il risultato fu la definizione degli ebrei come «male assoluto» e la loro conseguente persecuzione fino allo sterminio di sei milioni di persone, oltre a rom, sinti, omosessuali, dissidenti politici e disabili.

La Repubblica nata contro le ideologie di morte

«La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento», ha affermato Mattarella, ricordando gli ottanta anni della Repubblica che si celebrano quest’anno. Citando il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente ha sottolineato come la riflessione sugli orrori della Shoah «è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica». La Repubblica è sorta «dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà», ha aggiunto.

«Nessuno spazio per chi predica odio»

Mattarella ha concluso con un messaggio netto: «Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza». Far memoria della Shoah, ha spiegato il Capo dello Stato, «non è solo un dovere della memoria: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza». L’impegno dichiarato è quello di «non permettere mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso», ribadendo la responsabilità di essere «custodi, in ogni circostanza e in ogni momento, della dignità, unica, incancellabile e inalienabile della persona umana. Custodi della democrazia».