Crans-Montana, il giallo dei filmati di 250 telecamere pubbliche svaniti nel nulla. La polizia ai pm: «Le immagini sono state cancellate»

Che fine hanno fatto i filmati delle telecamere pubbliche di Crans-Montana? È quello che si chiedono i media svizzeri, secondo cui le immagini di oltre 250 telecamere del Comune, tutte relative alla notte dell’incendio di Capodanno al disco-bar Le Constellation, sarebbero state cancellate. I filmati rappresentano uno strumento essenziale per ricostruire l’esatta dinamica degli eventi. La videosorveglianza privata del locale si sarebbe interrotta poco prima dell’incendio, mentre le immagini delle telecamere pubbliche sono al centro di un giallo.
Il giallo delle telecamere pubbliche
Secondo un’inchiesta di NZZ, il comandante della polizia comunale, Yves Sauvain, ha scritto una lettera alla procura, inserita negli atti, in cui precisa di aver conservato soltanto le registrazioni dal 1° gennaio, tra mezzanotte e le 6 del mattino. Peccato che i pm volessero accedere anche alle immagini del 31 dicembre e, forse, a quelle successive alle 6 del mattino del 1° gennaio. Secondo Sauvain, la polizia comunale non ha più accesso alle registrazioni di entrambi i giorni. Il malinteso, secondo quanto ricostruito, nascerebbe dal fatto che la procura ha incaricato la polizia cantonale di salvare e analizzare le immagini delle telecamere pubbliche nei pressi del bar, ma senza definire un intervallo temporale preciso.
Il sindaco di Crans-Montana: «Piango ogni giorno»
Nel frattempo, è il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, a tornare a parlare della strage di Capodanno. «Piango ogni giorno per aver perso tutte quelle persone, così giovani, e vedendo tanti feriti che soffrono ancora. Questo trauma mi rimarrà tutta la vita. La ferita è aperta e il mio cuore è spezzato. È il peggior momento della mia esistenza e resterà fino alla fine. Ho iniziato una terapia presso uno psicologo e penso che durerà a lungo», dice il primo cittadino in un’intervista all’agenzia Keystone-ATS. «Mi sto impegnando per gestire la crisi. Fino alla fine del mio mandato – assicura – non abbandonerò la nave in piena tempesta, per rispetto del Comune e di questi luoghi. Ciò che mi fa andare avanti, è l’impegno di tutti per ritrovare un nuovo cammino verso l’avvenire».
Niente dimissioni
Insomma, Féraud esclude di volersi dimettere. E a proposito dell’atteggiamento di diffidenza con cui molti in Italia guardano al modo in cui si stanno conducendo le indagini sulla strage di Capodanno, il sindaco aggiunge: «Ciò che mi ha davvero colpito è stato quando alcuni giornalisti hanno affermato che ho accettato bustarelle. Si è messa in discussione la mia integrità, quando ho scelto di fare politica in maniera onesta». Il sindaco di Crans-Montana rivela quindi di aver «ricevuto diverse minacce di morte. Cerco di capire queste persone, che non hanno le risposte che vorrebbero. Allo stesso tempo, al Municipio, analizziamo la questione della sicurezza dei nostri dipendenti. Numerosi collaboratori sono traumatizzati da questo dramma».
Foto copertina: EPA/Cyril Zingaro | L’entrata del bar ‘Le Constellation’ a Crans-Montana
