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Arianna Alessi: «Congelare gli ovuli è una chance per le donne, per questo lo offriamo come benefit alle nostre dipendenti» – L’intervista

28 Gennaio 2026 - 11:31 Francesca Milano
Il gruppo OTB ha introdotto un nuovo benefit aziendale che sta facendo discutere: il social freezing. Abbiamo chiesto alla vicepresidente di spiegarci le ragioni di questa scelta

Biologia e lavoro non vanno di pari passo, e così nell’età in cui le donne sono più fertili, spesso non si hanno le condizioni per poter mettere al mondo un figlio. Non si ha ancora un contratto stabile, spesso non si ha nemmeno una relazione stabile. E in attesa di questa duplice stabilità, il corpo invecchia. Risultato: in Italia si fanno sempre meno figli. «Siamo passati dalle 500.000 nascite di pochi anni fa alle 370.000 dell’anno scorso e stiamo scendendo di anno in anno, se continuiamo con questa progressione, si stima che nel 2090 nasceranno 60.000 bambini. Cioè, come la popolazione di Bassano del Grappa». Il riferimento geografico non è casuale perché a parlare è Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation, la fondazione non profit del gruppo moda OTB (che comprende Diesel, Jil Sander, Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf). 
Classe 1976, nata – appunto – a Bassano del Grappa, una laurea in Economia e Legislazione per le Imprese alla Bocconi e un matrimonio con Renzo Rosso, imprenditore e fondatore del marchio Diesel, Arianna Alessi con OTB Foundation ha deciso di offrire alle dipendenti del gruppo OTB un benefit aziendale che nei giorni scorsi ha fatto discutere: il social freezing, ossia la crioconservazione degli ovuli. Open l’ha intervistata per capire meglio in cosa consiste questo benefit.

Da dove è nata questa idea? 
Dai dati: in Italia le donne in media fanno il primo figlio a 34 anni, e se guardiamo le regioni del nord l’età aumenta con Milano a 38. Questo perché prima sono impegnate a trovare un lavoro, quindi l’indipendenza economica e anche un compagno di vita. E quando tutti i tasselli vanno a posto, il corpo dice che è troppo tardi. Abbiamo, quindi, pensato a una soluzione per contrastare l’infertilità legata all’età offrendo alle dipendenti del gruppo OTB la possibilità di congelare gli ovuli, un’evoluzione sociale cruciale che permette alle donne di scindere l’orologio biologico da quello sociale, dando la libertà di scegliere se e quando fare un figlio. Alle spese per la crioconservazione ci pensiamo noi, così come alle analisi degli ovuli che vengono congelati. In questo modo le donne hanno la serenità di sapere che, se non dovessero riuscire ad avere un figlio in maniera naturale in età avanzata, possono ricorrere a uno degli ovuli congelati in età più fertile. Come OTB e OTB Foundation sosteniamo l’empowerment della donna dove possiamo, con le borse studio per le ragazze in difficoltà economica, con progetti di educazione finanziaria nelle scuole e presso centri anti violenza ed empori solidali. OTB e Diesel sono state tra le prime aziende in Italia ad ottenere il certificato di pari opportunità. Il progetto del social freezing che abbracciamo mira a sostenere la libertà di scelta sulla maternità e a rallentare il drastico calo demografico. Pochi sanno che la Regione Puglia ha introdotto una misura pionieristica, offrendo un bonus fino a 3.000 euro per la crioconservazione degli ovociti a donne tra i 27 e 37 anni, con ISEE fino a 30.000 euro. Perché non replicarlo in tutte le altre Regioni? Fosse il Veneto tra le prime ne sarei orgogliosa.

Che risposta avete avuto finora dalle dipendenti?
Dal giorno in cui abbiamo presentato l’iniziativa abbiamo ricevuto diverse mail dai dipendenti (donne e uomini) con domande che abbiamo sottoposto ai professionisti coinvolti nel progetto. Molti hanno richiesto la registrazione video dell’evento di presentazione ufficiale, tenutasi in azienda, in presenza di esperti come il professor Filippo Maria Ubaldi e della dottoressa Laura Rienzi, luminari del settore, per farlo vedere alle proprie figlie. Molte donne non conoscevano questa possibilità perché se ne parla molto poco. Altri hanno sottoposto casi specifici: c’è chi chiede se è possibile congelare gli ovuli già a 22-23 anni, chi se può farlo con urgenza perchè ha patologie che portano a una isterectomia con tempi di attesa nella sanità pubblica troppo lunghi, chi chiede se può farlo superati i 40 anni. In Italia sono sempre più le donne che cercano il primo figlio a 40 anni con molta difficoltà a restare incinta e con costi elevati che rende la pratica accessibile a pochi. E poi ci sono anche gli uomini, perché la crioconservazione non riguarda solo le donne: offriamo la possibilità di congelare lo sperma ai dipendenti perché, se pur in maniera diversa dalle donne, anche per loro l’età incide sulla fertilità. 

Voi avete oltre 7mila dipendenti in tutta Italia, e loro potranno quindi usufruire di questo benefit. Chi non ha questa opportunità ma vuole accedere al social freezing oggi in Italia deve invece pagarselo da solo, e il costo non è irrisorio: si parla di circa 6mila euro a cui vanno poi aggiunti i costi di conservazione, che variano tra i 200 e i 300 euro all’anno…
Come OTB Foundation e OTB vogliamo accendere i riflettori su questo tema di cui si parla troppo poco per stimolare altre realtà così che sempre più donne possano beneficiarne.  OTB ha già diverse attività a sostegno della genitorialità come un asilo interno per i figli dei dipendenti, lo smart working per future mamme fino a 2 mesi prima dell’inizio del congedo di maternità, con possibilità di full smart working per neogenitori (madri e padri) nei primi 6 mesi di vita del bambino, possibilità di part-time per genitori con figli fino a 5 anni e ancora corsi “Back to Work” per accompagnare madri e padri nel rientro al lavoro dopo il congedo e facilitare il rientro in ufficio e altro.

Tra le tante battaglie che la fondazione OTB combatte c’è anche quella per l’indipendenza economica delle donne…
In Italia una donna su due lavora, e una su due non ha un proprio conto corrente. È un dato che racconta una situazione preoccupante che stiamo cercando di cambiare con diverse iniziative. Le donne devono essere indipendenti economicamente, perché questo aiuta nei rapporti di coppia. Tutte le cose che ho raggiunto nella mia vita, le ho conquistate studiando, impegnandomi al massimo, lavorando sodo, e anche prendendo più di una porta in faccia. E a mia figlia Sydne insegno questo, e insieme a mio marito Renzo cerchiamo di trasmetterle l’importanza del rispetto reciproco, dell’ascolto e la parità di genere. Ogni mattina facciamo colazione e poi lei sa che mamma e papà vanno a lavorare. Poi io la porto sempre a scuola e hip pop mentre il papà a tennis. Ci siamo divisi i compiti. Lei sa che quando va fuori con la mamma è lei che paga con i soldi che ha guadagnato, come quando esce col papà. Le insegniamo la bellezza di essere non solo paritari ma anche complementari: due caratteri diversi che insieme si rafforzano. 

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