Dopo le proteste degli studenti, la Statale fa dietrofront sulle tasse fisse da 9mila euro: per «Migration studies» ora si pagherà in base all’Isee

L’università Statale di Milano fa marcia indietro sulla tassazione del corso di laurea magistrale in «Migration studies and new societies» e dà ragione agli studenti. Per gli iscritti all’anno accademico 2025/2026, le tasse non saranno più fisse, ma saranno calcolate in base all’Isee, allineandosi così al sistema ordinario dell’ateneo. Questo significa, inoltre, che gli studenti con un Isee fino a 30mila euro beneficeranno della cosiddetta No tax area e saranno completamente esonerati dal pagamento delle tasse universitarie. Addio, quindi, alla retta fissa da 9mila euro complessivi per i due anni del corso, che aveva sollevato forti proteste tra gli studenti e le studentesse nei giorni scorsi.
Le proteste degli studenti
La decisione è stata inserita nella riforma della tassazione approvata dal Senato accademico, dopo le segnalazioni e le mobilitazioni delle studentesse e degli studenti del corso, che avevano denunciato di essere stati colti di sorpresa dal regime contributivo previsto. Il corso in questione è in collaborazione con le università di Praga e Varsavia ed era, infatti, finito al centro delle proteste degli studenti proprio per le modalità di comunicazione delle tasse. Nel bando di iscrizione, come riportato dagli studenti anche in un ricorso al Tar della Lombardia, non era stato specificato in modo chiaro che la contribuzione fosse a importo fisso, diversamente da quanto accade per gli altri corsi della Statale, dove il sistema è progressivo e basato sull’Isee. Anzi. Nella pagina dedicata alle iscrizioni compariva anche un rimando al sito generale dell’ateneo sulle tasse, che fa esplicito riferimento agli scaglioni di reddito e alla No tax area.
L’ateneo fa marcia indietro
Solo dopo l’immatricolazione, molti studenti hanno scoperto che per il corso era prevista una retta fissa. «Il bando originario non indicava la tassa unica, ma rinviava ai criteri di tassazione Unimi, che prevedono più scaglioni e l’esonero fino a 30mila euro di Isee», aveva spiegato una studentessa. Da qui la decisione di presentare un ricorso collettivo al Tar, denunciando «la mancata trasparenza nella comunicazione». Ora, come riferisce l’Unione degli Universitari, l’ateneo ha accolto le richieste degli studenti e ha modificato il sistema di tassazione. Per gli immatricolati nel 2025/2026, il corso rientrerà pienamente nel regime contributivo ordinario della Statale.
