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Corteo Askatasuna, circondano un poliziotto e lo prendono a calci e martellate. Meloni: «Questo non è dissenso. Colpito lo Stato» – Il video

31 Gennaio 2026 - 21:08 Bruno Gaetani
L'aggressione da parte di un gruppo di antagonisti al termine del corteo per il centro sociale di Torino. La premier: «Ora la magistratura faccia la sua parte». La solidarietà di Mattarella

«Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta». È con queste parole che la premier Giorgia Meloni commenta il video diventato virale sui social che mostra un gruppo di manifestanti circondare e aggredire un poliziotto al termine del corteo per il centro sociale Askatasuna, a Torino. Nel filmato, si vedono una decina di manifestanti tirare calci e pugni contro l’agendo, brandendo anche un martello. L’episodio è avvenuto in corso Regina Margherita, nei pressi dell’ingresso del campus universitario Einaudi e della ex sede di Askatasuna. In quell’area, intorno alle 19, è andata in scena una vera e propria guerriglia urbana tra manifestanti e forze dell’ordine. L’agente ferito non risulta in gravi condizioni, ha riportato contusioni multiple e una ferita da martello sulla coscia sinistra.

Meloni: «Colpito lo Stato»

In un post pubblicato sui social, Meloni chiede che le persone responsabili dell’aggressione al poliziotto siano «trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni». E poi rivolge un appello alla magistratura che si occuperà del caso: «Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende».

Crosetto: «Non sono manifestanti pacifici»

«Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. Vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante», condanna il ministro della Difesa, Guido Crosetto. E poi aggiunge: «La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono».

Piantedosi: «Antagonisti violenti»

Alle parole di Crosetto fanno seguito quelle del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che commenta: «Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Il titolare del Viminale punta quindi il dito contro le opposizioni: «Anche in questa occasione ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende dal Quirinale, ha chiamato Piantedosi per chiedergli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli agenti delle Forze dell’ordine che hanno subito violenze. 

Le opposizioni

Per il leader del M5s, Giuseppe Conte, le immagini che arrivano da Torino «sono inqualificabili». Il Movimento «condanna con la massima fermezza le violenze e le aggressioni perpetrate ai danni delle Forze dell’ordine e della troupe Rai. Atti che nulla hanno a che vedere con il dissenso democratico e che vanno respinti senza nessuna ambiguità», conclude Conte. Dello stesso tono il commento della segretaria del Pd, Elly Schlein, che esprime «solidarietà» agli agenti delle forze dell’ordine e ai giornalisti «colpiti e alla città di Torino, che hanno subito un’aggressione delinquenziale da parte di frange violente organizzate e a volto coperto. La nostra condanna della violenza è, come sempre, – conclude Schlein – la più ferma e auspichiamo che gli aggressori vengano individuati al più presto».

Comandante Carabinieri: «A Torino un attacco allo Stato»

«Un attacco a chi opera per la tutela dell’ordine pubblico e per la sicurezza dei cittadini, è un attacco allo Stato». Lo afferma il Comandante Generale dell’Arma, Generale di Corpo d’Armata, Salvatore Luongo esprimendo la sua solidarietà e «di tutti i Carabinieri» all’agente della polizia di Stato «ignobilmente aggredito durante i disordini di Torino».