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Benissimo gli album di Kid Yugi e Ciliari, ottimi i brani di Tiromancino, Tropico e Francamente. Flop dei ragazzi di Amici. Le recensioni

01 Febbraio 2026 - 09:11 Gabriele Fazio

Kid Yugi – Anche gli eroi muoiono

Pare che anche questa generazione avrà il suo Marra, il suo Fibra, ovvero rapper che riescono a mettere insieme la propria urgenza artistica con gli algoritmi del mercato. Quella cosa che piace con quella cosa che vale. Un equilibrio – intendiamoci – ancora precario, perché in Anche gli eroi muoiono, il concept, azzeccatissimo, alle volte risulta zoppicante. D’altra parte parliamo del terzo album di un ragazzo di 24 anni, già solo il fatto che abbia questa necessità, del tutto autentica, di introspezione, di narrazione, quando potrebbe accumulare danari restando in superficie, è una sottospecie di miracolo. Non ci piace pensarlo, ma lo pensiamo: non è che Kid Yugi si sia inventato alcunché, mette un po’ di tristezza pensare che basti saper fare molto bene il proprio mestiere, con la giusta serietà, con il giusto talento, per spiccare il volo ben oltre il blu dipinto di blu della scena (commerciale) rap italiana. Ma tant’è. Parliamo di un disco che segna una linea sul terreno per quanto riguarda la nuova scena rap italiana. In Anche gli eroi muoiono abbiamo momenti assai vibranti (Eroina, Tristano e Isotta, Davide e Golia, Mostro i nostri preferiti) in cui il ragazzo alterna la narrativa intima, a tratti addirittura spudorata, scomoda, a domande esistenziali tipiche della sua età e nelle quali tanti là fuori si riconosceranno senza problemi; forte, tra l’altro, di una interpretazione pregna di carattere (Jolly) e idee che rendono l’ascolto dell’album dinamico e sciolto. Poi ci sono brani che effettivamente provocano cali di tensione intellettuale piuttosto vertiginosi, vedi Push It con Anna, che fa venir voglia di urlare contro le casse: «Ma che c’entra?? Ma che stai facendo??». Domande retoriche naturalmente, cosa c’entra e cosa sta facendo lo sappiamo benissimo in realtà: si sta pagando il mutuo della casa. Eh vabbè. Intendiamoci: Kid Yugi è un’ottima notizia per la musica italiana. Il problema è che di Kid Yugi nella musica italiana ne servirebbero almeno altri 4 o 5.