«Perdono l’autista se è sincero, ma mio figlio non dice bugie». La madre del bimbo lasciato giù dal bus: la versione che non la convince e l’incontro

Manca solo la data e il luogo, ma l’incontro tra Salvatore Russotto e la famiglia del bambino di 11 anni fatto scendere dall’autobus lunedì scorso ci sarà. La madre Maria Sole Vatalaro, dopo aver letto le dichiarazioni dell’autista al Gazzettino, ha deciso di accettare le scuse. «Se le scuse sono sincere, le accetto. Si perdona, le giornate storte possono capitare», spiega con tono pacato. La donna però mette in chiaro un punto: «Apprezzo le sue parole ma mi fido di mio figlio, non sa dire le bugie. Lui racconta che l’autista gli ha detto “vai a piedi”, non è sceso di sua iniziativa». Per cui la condizione è chiara: «Se il signor Russotto è pronto ad assumersi le sue responsabilità, allora accetto le scuse, assolutamente. Ma deve essere sincero». L’avvocato Chiara Balbinot, nonna del bambino che ha depositato la querela, sottolinea: «Difficile pensare che un bambino inventi una storia del genere. Ci sono elementi troppo specifici, come la tariffa di 10 euro».
L’invito per le Olimpiadi: la reazione della madre
Il ragazzino è tornato alla vita di sempre, sommerso da messaggi di sostegno. «Non mi sono sentito solo. Però per il periodo delle Olimpiadi non prenderò più l’autobus», confida. La famiglia è soddisfatta per due motivi: il ritorno dei ticket chilometrici per i residenti della provincia di Belluno e soprattutto l’invito di Fondazione Milano Cortina 2026. «Pensavo fosse uno scherzo quando ho sentito: “Sono Giovanni Malagò e volevo invitare suo figlio a presenziare all’apertura delle Olimpiadi”», racconta la madre. Il bambino, sportivo e sciatore, è esploso in un grido di giubilo. «È passato dallo sconforto al massimo dell’entusiasmo», spiega la donna. La sorellina gli ha detto: «Io ne avrei fatti 8 di chilometri per essere al tuo posto».
L’autista si commuove: «Mi piacerebbe guardarlo negli occhi»
Dopo essersi scusato pubblicamente, Russotto, al momento sospeso dall’azienda La Linea spa, ha vissuto «una giornata al cardiopalma». Sui social è stato sommerso di insulti, ma ha anche ricevuto il sostegno dai figli e dai colleghi. Quando viene informato della disponibilità della famiglia ad accettare le scuse, si commuove. «Sono molto felice, davvero», riesce a dire prima che la voce si spezzi. Poi aggiunge: «Non sarebbe mai dovuto succedere. Mi piacerebbe incontrarli, se fosse possibile». La madre risponde positivamente: «Mi piacerebbe guardarlo negli occhi, sì. Posso capire la brutta giornata. Ho letto che lo hanno preso in giro per l’accento e mi dispiace perché nessuno deve essere bullizzato. Per cui se vuole scusarsi di persona, ci organizzeremo».
