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Le donne diventano madri sempre più tardi. E oltre 1 donna su 5 vive con ansia durante la gravidanza

03 Febbraio 2026 - 23:27 Ygnazia Cigna
I dati della Fondazione Onda. «Prevenire vuol dire non trascurare la preparazione al parto sia fisica che psicologica», afferma il presidente della Società Italiana di Ginecologia

In Italia la maternità si sposta verso età sempre più avanzate. Oggi l’età media della prima gravidanza è di 34 anni. Ed è sempre più comune che le future mamme vivano frequenti momenti di ansia durante la gestazione. Disturbi legati alla gravidanza, come l’esperienza dell’attesa, le preoccupazioni per il feto e il percorso gestazionale, interessano fino al 14% delle donne. Mentre forme più strutturate di ansia, come attacchi di panico, ansia generalizzata o fobie, possono riguardare tra il 5% e il 37% delle gestanti. In media più di una donna su cinque affronta preoccupazioni e stress a riguardo. È quanto emerge da un recente report della Fondazione Onda, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Le vaccinazioni in gravidanza

Nonostante l’importanza della prevenzione primaria, inoltre, le vaccinazioni in gravidanza restano ancora sottoutilizzate. Solo il 47% delle donne le associa alla tutela della propria salute e a quella del neonato. Tra i vaccini raccomandati ci sono quelli contro pertosse, influenza, Covid-19 e il virus respiratorio sinciziale (Vrs), somministrato nel terzo trimestre per proteggere il neonato dai rischi di infezioni respiratorie gravi nei primi mesi di vita. «La prevenzione primaria in gravidanza tutela mamma e bambino, riducendo il rischio di complicanze e proteggendo il neonato nei primi mesi di vita», spiega Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda Ets. La salute psicologica e quella fisica vanno di pari passo. Dubbi, informazioni incomplete o contraddittorie sui vaccini possono aumentare stress e preoccupazioni nelle future mamme. «Prevenzione primaria e prevenzione psicologica in gravidanza devono procedere insieme per garantire una maternità più sicura e serena», sottolinea Claudio Mencacci, copresidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia (Sinpf).

Prevenzione fisica e psicologica

Dall’indagine di Fondazione Onda Ets emerge inoltre che una donna su tre trova difficoltà nel conciliare visite, esami e indicazioni preventive. Serve quindi una rete di assistenza più coordinata e vicina alle esigenze delle madri. Oltre che un grande lavoro di prevenzione, distribuito in modo capillare sui territori. «Il valore della prevenzione in gravidanza è fondamentale per garantire la salute della madre e del bambino; infatti, molte complicanze sono prevenibili tramite un accurato e periodico controllo della gestante. Prevenire vuol dire, pertanto, riduzione del rischio di complicanze durante la gravidanza e il parto, miglioramento della salute della madre e del bambino. Importanti sono le visite prenatali regolari, gli stili di vita salutari, le vaccinazioni, gli screening prenatali e il supporto psicologico», spiega Vito Trojano, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia. «Prevenire vuol dire non trascurare la preparazione al parto sia fisica che psicologica. Il nuovo ruolo del ginecologo, pertanto, deve essere quello di educatore, clinico, coordinatore, guida empatica, lavorando sempre insieme con gli altri professionisti del settore, con le istituzioni, con le associazioni realizzando una corretta educazione prenatale che garantisca una gravidanza sana e felice», conclude.




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