Iran, la Casa Bianca conferma la diplomazia di Trump con l’Iran: colloqui programmati. Netanyahu a Witkoff: «Non ci possiamo fidare»

I colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ancora in agenda per la fine di questa settimana. A ribadirlo è la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, commentando alla Fox News la decisione del Comando centrale Usa (Centcom) di abbattere un drone iraniano che «si stava comportando in modo aggressivo nei confronti della nostra USS Lincoln presente nella regione su ordine del presidente». «Il presidente Trump rimane impegnato a seguire sempre prima la via diplomatica, ma perché la diplomazia funzioni, ovviamente, bisogna essere in due per ballare», ha sottolineato Leavitt, aggiungendo che i colloqui tra le due realtà, ovvero tra l’inviato speciale Usa Steve Witkoff e gli iraniani, sono ancora in programma. «Ma naturalmente il presidente ha sempre sul tavolo una serie di opzioni, tra cui il ricorso alla forza militare, e gli iraniani lo sanno meglio di altri», ricordando cosa accadde lo scorso giugno che ha quando sono state «annientate le capacità nucleari» di Teheran.
Netanyahu a Witkoff: «Dell’Iran non ci si può fidare»
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato di aver avvertito gli inviati speciali Usa, Steve Witkoff e Jared Kushner, prima dei colloqui con Teheran in programma per venerdì, sostenendo che «l’Iran ha ripetutamente dimostrato che non ci si può fidare delle sue promesse».
Perché è stato abbattuto il drone iraniano
Il drone iraniano Shahed è stato da un F-35C statunitense. Volava «in modo aggressivo» e con «intenzioni poco chiare» verso la portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico. A riferire quindi i motivi dietro l’operazione è stato alla Cbs un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), confermando la notizia riportata inizialmente dalla Reuters.
