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Prof d’inglese escluso dal viaggio di istruzione perché cieco: «Sono in grado di gestire la classe»

03 Febbraio 2026 - 10:56 Ugo Milano
prof cieco escluso gita scuola firenze
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Il docente Jacopo Lilli al "Corriere Fiorentino": «Mi hanno proposto di andare a mie spese e prendendo ferie»

Un docente di inglese è stato escluso dal viaggio d’istruzione in Irlanda di una sua classe di liceo perché cieco. Il protagonista della vicenda è Jacopo Lilli, 40 anni, professore al Russel Newton di Scandicci (Firenze). La storia, raccontata oggi dal Corriere Fiorentino, ha avuto inizio in autunno quando si era prospettata la possibilità, per una classe di Scienze umane, di partecipare a uno stage linguistico a Dublino, presso alcune famiglie locali.

La gita scolastica

Il viaggio, già prenotato per la settimana dal 25 febbraio al 3 marzo. Ad accompagnare gli alunni ci saranno alcuni docenti accompagnatori, ma non il prof d’inglese, che pure sarebbe il più indicato vista la materia che insegna. Su richiesta di studenti e genitori, Jacopo Lilli aveva avanzato la proposta alla dirigente scolastica di essere inserito tra i possibili accompagnatori. Anzi, per la verità è stato l’unico docente del consiglio di classe ad aver dato la propria disponibilità. La preside, però, lo avrebbe depennato dall’elenco degli accompagnatori assegnando la classe ad altri docenti.

«Ho costruito un rapporto di fiducia con gli studenti»

A quel punto, Lilli ha scritto una mail alla dirigente per chiedere spiegazioni ma sostiene di non aver mai ricevuto risposta. A fine dicembre, arriva una telefonata. «La dirigente – racconta il 40enne al Corriere Fiorentino – spiega la sua decisione facendo riferimento alla culpa in vigilando: secondo lei, essendo io cieco, non sarei in grado di garantire la vigilanza sugli studenti all’estero, dove il rapporto previsto è di un docente ogni quindici ragazzi. Ho 40 anni, non credo di aver fatto una scelta superficiale. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie».

Le soluzioni della scuola (rifiutate dal prof)

L’unica soluzione prospettata dalla dirigente scolastica è di partire come docente extra, quindi a proprie spese. E quando Lilli ha chiesto di valutare l’istituto potrebbe coprire i costi, «la risposta è stata evasiva», racconta il docente. A sostenere la battaglia del prof d’inglese ci sono anche i genitori degli studenti, che si sono persino detti disposti a farsi carico della quota aggiuntiva per farlo partire come docente extra. A quel punto, dalla scuola è arrivata un’ulteriore proposta: Lilli può andare, ma prendendo giorni di ferie. «Ma per me non è una vacanza, è lavoro», fa notare lui.

La spiegazione della preside

E così, alla fine, il prof d’inglese non andrà a Dublino con i suoi studenti. Una decisione che la preside, Anna Maria Abbado, rivendica così: «Nei viaggi di istruzione il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale. Se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa».

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