Scandicci, il prof cieco ora potrà andare in gita a Dublino, ma farà il consulente: la decisione della scuola

Si sblocca il caso della gita scolastica del liceo Russell-Newton di Scandicci (Firenze), finita al centro delle polemiche per l’esclusione di un docente cieco. Il professore di inglese Jacopo Lilli ora potrà accompagnare la sua classe a Dublino, ma con un ruolo diverso: come consulente. La decisione è arrivata dopo i giorni di discussioni. A comunicarla al docente è stato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Luciano Tagliaferri, che ha condiviso la scelta con la dirigente scolastica Maria Addabbo. «Le riflessioni della preside che non consentivano a Lilli di partire erano giuste, per tutelare la sicurezza sia dei ragazzi sia degli accompagnatori. Ma quando ho incontrato il docente ho trovato una persona molto in gamba e motivata, che ha a cuore i suoi studenti, ho colto nel cuore di questa persona la fame di stare vicino ai propri studenti», spiega il direttore scolastico regionale.
La scelta
Da qui la ricerca di una soluzione che potesse tenere insieme tutte le esigenze: garantire la sicurezza prevista per il ruolo di accompagnatore e, allo stesso tempo, permettere al professore di essere presente accanto alla sua classe. Il nuovo assetto, chiarisce Tagliaferri, consente al docente di partecipare al viaggio senza essere gravato dalla responsabilità diretta della sorveglianza, che avrebbe potuto presentare criticità organizzative. «Le risorse per il viaggio le troveremo in qualche modo all’interno di quelle della scuola», aggiunge. Ma per il direttore dell’Usr la scelta non ha solo un valore pratico. «Credo inoltre che sia anche un elemento educativo e di inclusione. Osare qualcosa in più significa una maggiore assunzione di responsabilità. Sarà un modo per responsabilizzazione gli studenti e creare un clima educativo inclusivo, che è un aspetto collaterale, ma non meno importate. Credo che i ragazzi presteranno maggiore attenzione», sottolinea.
La soddisfazione del docente
Soddisfatto anche il professor Lilli, protagonista del caso, che ringrazia il direttore dell’Usr e la preside per aver individuato una soluzione condivisa. «Per il futuro auspico che si apra un dibattito istituzionale più ampio possibile per parlare di questi temi e trovare un percorso virtuoso che definisca quello che un docente non vedente può o non può fare», conclude.
