Scontri di Torino, il Senato approva la risoluzione della maggioranza. L’informativa di Piantedosi: «Gravi insinuazioni contro il governo»

Via libera dell’Aula del Senato alla risoluzione di maggioranza sugli scontri avvenuti a Torino. Il testo è stato approvato con 88 voti favorevoli, 56 contrari e nessun astenuto, al termine delle comunicazioni del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. La mozione presentata dalle opposizioni (Partito democratico, Movimento 5 stelle, Italia Viva e Alleanza Verdi e Sinistra) è stata preclusa dal voto, mentre la risoluzione di Azione è confluita in quella del centrodestra, che aveva già ottenuto il via libera del governo. Nella versione definitiva del documento non compare il daspo per le manifestazioni, ipotesi circolata nelle fasi precedenti del confronto politico. Restano, invece, i riferimenti al rafforzamento delle tutele penali per le forze dell’ordine e agli interventi per gli sgomberi degli immobili occupati.
L’informativa del ministro Piantedosi
Il voto è arrivato dopo l’informativa resa in Aula da Piantedosi sui disordini legati alla manifestazione riconducibile all’area di Askatasuna. Il ministro ha ribadito la necessità di strumenti più incisivi sul piano della prevenzione. «Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il Governo intende introdurre una misura che va proprio nella direzione di impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso», aveva dichiarato Piantedosi. Nel suo intervento, il titolare del Viminale ha poi rivolto un attacco diretto ai centri sociali, descrivendone i militanti come responsabili abituali delle tensioni di piazza.
L’attacco ai centri sociali
«I militanti di questi centri sono professionisti del disordine fine a sé stesso, criminali in servizio permanente effettivo. Le loro azioni sono frutto delle loro scelte, delle loro attitudini e delle loro responsabilità», ha affermato Piantedosi. «Sono delinquenti per conto proprio non agiscono per conto del governo. E da quando questi gruppi hanno iniziato a distinguersi per la loro violenza, di governi ne sono passati molti, di ogni colore politico», ha aggiunto. Il ministro ha respinto le accuse, circolate nel dibattito politico, secondo cui le violenze sarebbero state in qualche modo funzionali all’introduzione di nuove misure restrittive: «È un’accusa evidentemente grave e strumentale».
