L’amministrazione Trump attacca Nike per «discriminazione sui dipendenti bianchi»

Nike è finita nel mirino dell’amministrazione Trump per il trattamento riservato ai suoi dipendenti bianchi. Secondo quanto riporta il New York Times la Equal Employment Opportunity Commission, commissione per le pari opportunità che nell’era di Trump sta pian piano smontando le politiche sulla diversità, ha aperto un’indagine nei confronti del colosso dell’abbigliamento sportivo. Si tratta di «accuse sistemiche di discriminazione razziale intenzionale legate ai programmi di diversità, equità e inclusione» nei confronti dei dipendenti bianchi del brand.
Le accuse della E.E.O.C. «discriminazioni nei tirocini e occupazione»
L’indagine, condotta dall’ufficio della commissione di St. Louis, è stata resa nota mercoledì, quando l’E.E.O.C. ha presentato una mozione al tribunale federale del Missouri per costringere Nike a ottemperare a un mandato di comparizione emesso a settembre. Secondo le carte visionate dalla testata Andrea Lucas, adesso a capo della E.E.O.C., ha presentato una denuncia per discriminazione contro Nike nel 2024, quando era commissario. Nike ha contestato il mandato di comparizione e ha fornito solo risposte parziali alle richieste di informazioni. Nei documenti la commissione chiede al colosso informazioni sull’atteggiamento adottato verso i dipendenti bianchi, i candidati e i partecipanti ai programmi di formazione, «un trattamento discriminatorio basato sulla razza in varie decisioni relative all’occupazione, tra cui licenziamenti, programmi di tirocinio e mentoring, sviluppo della leadership e altri programmi di sviluppo professionale». Nike per ora ha preferito non rilasciare commenti.
