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Decreto ponte, luce verde dal Consiglio dei ministri. Le modifiche del governo per convincere la Corte dei Conti

05 Febbraio 2026 - 17:39 Stefania Carboni
decreto ponte
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Dopo un confronto con il Colle al Cdm si è rivisto l'impianto delle disposizioni. Via lo scudo sulla responsabilità contabile, più compiti sul ministero di Porta Pia che dovrà rivedere il piano economico-finanziario dell'opera e predisporre una nuova delibera Cipess

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, con disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni. Il governo ha di fatto rimesso mano all’articolo chiave del decreto Infrastrtture, dopo un lungo confronto con il Quirinale. Più attenuato il perimetro del controllo della Corte dei conti. Cadono i riferimenti allo scudo sulla responsabilità contabile, rimane invece la figura del commissario per le opere ferroviarie complementari, per ora indicata nella persona dell’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi.

Cosa deve fare il ministero di Salvini: gli adempimenti necessari per convincere la Corte dei Conti

Come anticipato dal Sole 24 Ore, nelle interlocuzioni degli ultimi giorni con il Colle, erano emerse delle criticità sull’articolo 1, ovvero quello che prevede norme ad hoc su un’unica infrastruttura, un Commissario nella persona dell’ad della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, e dunque fuori dal ministero, il ruolo della Corte dei conti ridimensionato e il danno erariale alleggerito. E se prima quello spazio era lasciato in bianco, se così si può sostenere, ora il ministero di Porta Pia dovrà rivedere le osservazioni fatte finora dalla Corte dei Conti. Ovvero un aggiornamento del piano economico-finanziario (nella bozza che circola erano indicate come “variazioni di spesa per la realizzazione dell’opera”), l’acquisizione dei nuovi pareri tecnici, la gestione della procedura ambientale europea e soprattutto la predisposizione di una nuova delibera Cipess. «Adempimenti necessari», riporterebbero indiscrezioni sui media, per convincere la Corte dei Conti al buon cammino dell’opera.

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