Così Mattarella ha riscritto il decreto sicurezza

Sergio Mattarella ha cancellato gli aspetti più controversi del decreto sicurezza e del relativo disegno di legge. E oggi in consiglio dei ministri alle ore 16 arriverà un testo pesantemente emendato dal Quirinale. Mentre un terzo provvedimento sull’immigrazione sarà varato in un secondo momento. La trattativa, fa sapere il Corriere della Sera, è stata lunga e complessa. Le norme erano state definite dai giuristi del Colle «molto spinose» e «con tanti aspetti difficili da migliorare». In particolare su libertà fondamentali, contrasto ai migranti, lotta ai «maranza» e via inasprendo.
Mattarella e il decreto sicurezza
Il Capo dello Stato è stato attento a non far sembrare di voler intralciare l’azione del governo. La mediazione è stata favorita da Alfredo Mantovano, che ieri si è presentato al Colle per recepire le direttive. E quando se ne è andato ha detto: «Presenterò questa proposta alla premier Meloni». Le rispettive fonti hanno assicurato che l’incontro è andato «benissimo». Il governo ha tradotto in norme i rilievi di Mattarella in un lavoro che si concluderà in mattinata. In particolare sul fermo preventivo di polizia e sullo scudo penale per gli agenti. Entrambi destinati a rientrare nel decreto legge. Il Quirinale ha fatto notare che un cittadino non può essere fermato dalla polizia solo per un «atteggiamento sospetto».
Il fermo preventivo di polizia
Per privare una persona della libertà almeno devono esserci indizi a suo carico. Come un’arma impropria, magari. Quello della polizia si chiamerà dunque accertamento e non fermo preventivo. E dovrà essere comunicato al magistrato. I soggetti trovati in possesso di oggetti, travisati o che hanno precedenti se si ritiene che rappresentino un pericolo possono essere «accompagnati» negli uffici di polizia o carabinieri avvisando il pm per un massimo di 12 ore, è la riformulazione della norme. Sullo scudo penale Mattarella ha richiamato il governo al rispetto della Carta: «Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge». Le garanzie legali per le forze dell’ordine saranno quindi estesi anche ai cittadini comuni come ampliamento della legittima difesa.
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Le armi bianche
Nel decreto comparirà il divieto «di vendita di coltelli e armi atte a offendere ai minori di 18 anni», con sanzioni amministrative pecuniarie fino a 12.000 euro e revoca della licenza per i venditori (anche online). In più è prevista l’introduzione di un illecito penale specifico per chi non si ferma all’alt delle forze di polizia fuggendo in modo pericoloso. La cauzione per chi organizza le manifestazioni proposta da Matteo Salvini non ci sarà. Così come la «norma Almasri», che prevedeva la consegna allo Stato di appartenenza di persone ritenute pericolose, sospesa dopo i rilievi dei tecnici del Quirinale per possibili profili di contrasto con i trattati internazionali.
Il Ddl e il “blocco navale”
Nel ddl ci sarà anche il blocco navale, che in realtà è un semplice divieto: l’interdizione dell’attraversamento delle acque territoriali per periodi da 30 giorni a 6 mesi in caso di minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale. Con la locuzione Fratelli d’Italia intendeva tutt’altro: uno schieramento di navi ai confini marittimi degli Stati da cui partivano i migranti, da fare insieme all’Ue o ad altre organizzazioni internazionali. Una proposta irrealizzabile e infatti mai realizzata.
