L’Onu: «La legge del più forte destabilizza il mondo»

«Quando la legge del potere sostituisce il potere della legge, le conseguenze sono profondamente destabilizzanti». È il monito del segretario generale dell’Onu António Guterres in una intervista esclusiva a Repubblica, in occasione della sua visita in Italia per l’apertura delle Olimpiadi. «Le Olimpiadi sono un momento eccellente per simboleggiare pace e rispetto del diritto e della cooperazione internazionale. Voglio esprimere la mia profonda gratitudine all’Italia per la sua leadership nel rivitalizzare l’antica tregua olimpica. Un promemoria che, anche in tempi di divisione, l’umanità può unirsi attorno a valori condivisi», spiega.
Azioni e reazioni
Intanto, aggiunge Guterres, «nella geopolitica odierna azioni sconsiderate provocano reazioni pericolose. L’impunità alimenta l’escalation, le disuguaglianze scuotono le società e il cambiamento climatico scatena tempeste, incendi, livelli crescenti dei mari. La tecnologia senza guardrail moltiplica l’instabilità. Violazioni sfacciate del diritto e delle norme internazionali indeboliscono la credibilità delle istituzioni globali, inviando un segnale pericoloso che attori potenti possono agire senza conseguenze. La riduzione degli investimenti in sviluppo e aiuti umanitari aggrava queste crisi, lasciando le popolazioni esposte a fame, sfollamento e conflitti. L’effetto cumulativo è un indebolimento del multilateralismo proprio nel momento in cui la cooperazione globale è più necessaria».
Le Olimpiadi
Secondo il segretario generale dell’Onu «le Olimpiadi offrono una piattaforma unica anche per sensibilizzare sulla crisi climatica. Il cambiamento del clima minaccia il futuro degli sport invernali: senza un’azione urgente, le località in grado di ospitarli potrebbero scendere da oltre 90 oggi ad appena 30 negli anni ’80. Salvaguardare il futuro dello sport – e del nostro pianeta – richiede un’azione decisa e collettiva da parte di tutti i governi per limitare il riscaldamento, in linea con l’Accordo di Parigi, l’Agenda 2030 e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile».
