Stellantis crolla in Borsa: sospeso il dividendo nel 2026. Cosa succede e perché c’entra la strategia sull’elettrico

Stellantis scivola ai minimi storici a Piazza Affari. Nella seduta di Borsa di venerdì 6 febbraio, il colosso dell’automotive ha perso più del 23%, raggiungendo il livello più basso dal 2021, anno di nascita della nuova società dopo la fusione tra Psa e Fca. Dietro il tonfo nei mercati azionari c’è l’inversione di rotta di Stellantis sull’elettrico, che oggi l’azienda ha stimato in un costo di 22,2 miliardi di europei. La nuova strategia dell’amministratore delegato Antonio Filosa, subentrato lo scorso anno a Carlos Tavares, ha portato alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività.
Il cambio di strategia e il tonfo in Borsa
La profonda revisione della strategia industriale ha mandato nel panico gli investitori, che si sono precipitati a vendere le azioni del colosso dell’automotive. In apertura di seduta, il titolo Stellantis
non è riuscito a fare prezzo per alcuni minuti e nel corso della giornata ha sfiorato il -30%. La conseguenza principale, e inevitabile, dell’annuncio di oggi è la sospensione del dividendo nel 2026, ossia di quella parte dell’utile netto di una società che viene distribuita agli azionisti come remunerazione del capitale investito.
L’ottimismo di Filosa
Nonostante il tonfo in borsa, Filosa ha rivendicato la necessità di cambiare radicalmente strategia industriale. «Quello che presentiamo oggi è un riassetto decisivo per la nostra crescita futura», ha spiegato l’amministratore delegato, sottolineando come gran parte degli oneri si debbano a «criticità pregresse», nate negli anni in cui era Tavares a guidare Stellantis. Sulla transizione verso l’auto elettrica, Filosa ha precisato: «Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle esigenze, dalle possibilità e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture». E poi ha aggiunto: «Nel 2026 saremo profittevoli».
Gli altri numeri di Stellantis
In realtà se si guarda oltre i maxi-oneri annunciati oggi per il riassetto industriale, i dati presentati da Stellantis non sono tutti negativi. Nel secondo semestre del 2025, i ricavi netti preliminari sono migliorati e nel quarto trimestre le consegne consolidate hanno raggiunto la soglia di 1,5 milioni di veicoli, in crescita del 9% su base annua, trainate soprattutto dal Nord America, dove l’aumento è stato del 43%. Un rimbalzo che ha compensato solo in parte la debolezza dell’Europa, frenata dal calo dei veicoli commerciali leggeri e da una competizione sempre più compressiva sui prezzi.
Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Marco | Antonio Filosa, amministratore delegato di Stellantis
