Ghali esce a sorpresa con “Basta”. Provocazione in attesa della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi?

Mentre il chiacchiericcio social sulla sua partecipazione all’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina, fortemente contestato dalla destra, si intensifica fino quasi ad infiammarsi, Ghali risponde a modo proprio, con la musica. Il brano, rilasciato sulle piattaforme digitali totalmente a sorpresa, secondo quanto ci risulta anche di parte del suo staff, si intitola Basta. In realtà, da un punto di vista musicale, il brano si distacca dal sound ipercool al quale il rapper italiano di origini tunisine ci ha abituati, per puntare su un beat decisamente più insistente, quasi drill, in linea con le polemiche che lo hanno coinvolto negli ultimi giorni. Polemiche alimentate dallo stesso artista con un post su Instagram in cui denunciava il fatto che gli sia stato negato di cantare l’Inno d’Italia, che gli sia stato chiesto di recitare una poesia sulla pace «che poteva contenere più di una lingua ma quella araba, all’ultimo era di troppo». In realtà è giusto la tempistica dell’uscita del brano che mette qualche dubbio sulla connessione con l’impegno istituzionale preso da Ghali, perché il brano era già stato messo in scena live durante l’ultimo tour, infatti c’è un post risalente a 19 settimane fa, cui copy, che accompagna foto di live, già recitava «Basta».
Perché la destra non vuole Ghali
L’impegno politico degli artisti è sempre stato visto con un certo sospetto dalla destra italiana, a maggior ragione se ad esporsi pubblicamente, anche dal palco della scorsa edizione del Festival di Sanremo, la più efficace e discussa delle vetrine televisive, è un rapper italiano di seconda generazione, quindi rappresentante di due categorie che la destra ha posto al centro dell’attenzione tra presunti messaggi diseducativi e il problema della microcriminalità forzatamente attribuita ai cosiddetti “maranza“. Così potrebbe anche apparire come una succulenta provocazione il fatto che Basta, che non è una canzone esplicitamente politica, si apra proprio con i versi: «Basta Basta/ Free tutti i maranza / Cifra troppo alta / mamma mi è svenuta in banca/ Qualcuno ci aiuti, cazzo, serve un’ambulanza». Ghali è certamente un personaggio scomodo perché non si è mai tirato indietro, specie ultimamente, riguardo la guerra in Medio Oriente e l’ambiente del rap, secondo lui rimasto inerme dinanzi a quello che lui tra i primi ha definito un genocidio. Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani del governo Meloni ha assicurato che la cerimonia non sarà macchiata da proclami politici, che sul palco «non sarà espresso il pensiero di Ghali», provocando la reazione dell’opposizione, che ha parlato di censura preventiva. Ma soprattutto accendendo una forte hype riguardo l’esibizione del rapper che di certo ha già dimostrato di avere il fegato di andare contro chi lo sfida su tematiche etiche e politiche.
