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Dall’Italia vestita Armani (per la prima volta senza Armani) alle altre nazioni: così la moda arriva alle Olimpiadi

06 Febbraio 2026 - 18:34 Benedetta Grandinetti
divise
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Dalle influenze tradizionali mongole fino alle audaci espressioni artistiche haitiane, le divise delle squadre olimpiche raccontano una storia unica che coniuga cultura, sport e fashion

Nelle valigie degli atleti olimpici ci sono le tute da gara, e poi ci sono le divise delle nazioni. E se le prime sono parte integrante dello sport nel quale si compete, le seconde sono invece un vero e proprio strumento di rappresentanza, un biglietto da visita del Paese che si rappresenta. Dietro ogni giacca o completo da cerimonia c’è una scelta precisa: cosa raccontare di un Paese, quali simboli enfatizzare, quali tradizioni rivendicare, quanto osare tra innovazione e classicismo. La sfilata delle divise olimpiche assomiglia sempre di più a una sfilata di moda. E le uniformi hanno catalizzato l’attenzione dei media e dei social: gli atleti e le delegazioni condividono fit check, unboxing e backstage su TikTok, Instagram e YouTube, trasformando le divise in contenuti virali e aumentando l’interesse del pubblico Gen-Z verso lo sport e la moda. Ecco alcune delle più interessanti.

Italia – EA7 Emporio Armani

La squadra italiana, Paese ospitante, ha affidato le sue divise ufficiali a EA7 Emporio Armani, marchio sportivo del celebre stilista Giorgio Armani, scoparso nel settembre del 2025. EA7 Emporio Armani è il brand che produce le divise italiane per le Olimpiadi da Londra 2012. La scelta stilistica, anche quest’anno, riflette una visione precisa: rappresentare l’Italia come Paese di eleganza senza tempo, capace di coniugare tradizione e innovazione. Le divise italiane prediligono una palette total white, con dettagli tricolore discreti e richiami all’Inno di Mameli, con linee pulite e materiali tecnici di ultima generazione che rendono l’outfit un perfetto equilibrio tra funzionalità e raffinatezza.

Mongolia – Goyol Cashmere

Team Mongolia ha catturato l’attenzione globale con uniformi disegnate da Goyol Cashmere, brand di Ulaanbaatar noto per le sue creazioni in cashmere locale di alta qualità. Le divise mescolano elementi tradizionali ispirati agli abiti delle epoche del Grande Impero Mongolo (XIII‑XV secolo) con dettagli moderni, come deels cerimoniali in cashmere blu intenso, ricami in seta rossa e oro e cappelli conici tradizionali.

Haiti – Stella Jeann

La delegazione haitiana ha scelto la stilista Stella Jean, designer italo‑haitiana, per creare le proprie divise olimpiche. Le uniformi di Haiti sono un omaggio artistico e culturale, con motivi ispirati all’arte di Édouard Duval‑Carrié e palette vivaci che evocano le atmosfere tropicali dell’isola, simbolo di identità nazionale e resilienza.

Stati Uniti – Ralph Lauren

Tra le divise più iconiche di Milano Cortina 2026 spiccano quelle degli Stati Uniti, firmate da Ralph Lauren, storico partner del Team Usa fin dalle Olimpiadi di Pechino del 2008. Il brand ha puntato su un’estetica che fonde tradizione e innovazione, reinterpretando il classico American style in chiave alpina. Le uniformi combinano maglieria tecnica, piumini oversize e dettagli sartoriali, con una palette dominata da bianco, blu navy e tocchi di rosso, comunicando heritage, lusso e identità nazionale.

Brasile – Moncler x Osklen

Le divise del Brasile, tra le più commentate dell’intera rassegna olimpica, nascono dalla collaborazione tra Moncler e Osklen, brand fondato dallo stilista Oskar Metsavaht. Le uniformi brasiliane combinano silhouette tecniche da alta montagna con influenze surf e street, in una palette verde, giallo e nero che celebra l’identità nazionale. Materiali ad alte prestazioni garantiscono comfort e stile in condizioni estreme.