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Giuseppe Calabrò: l’ultrà condannato per l’omicidio di Cristina Mazzotti fermato a Milano

07 Febbraio 2026 - 08:51 Alba Romano
giuseppe calabrò
giuseppe calabrò
a ragazza fu rapita a Eupilio Como il primo luglio del 1975 e segregata in una buca in Castelletto Ticino

Giuseppe Calabrò, condannato in primo grado all’ergastolo il 4 febbraio scorso per l’omicidio aggravato di Cristina Mazzotti, è stato fermato a Milano. La ragazza fu rapita a Eupilio Como il primo luglio del 1975, segregata in una buca in Castelletto Ticino «senza sufficiente aereazione, senza possibilità di deambulazione, somministrandole massicce dosi di tranquillanti ed eccitanti, così cagionandone volontariamente la morte avvenuta in Galliate (Novara)». Calabrò fece parte del commando che rapì la ragazza. Ma è anche implicato nell’indagine sulle infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel tifo organizzato di FC Internazionale e AC Milan. Anche questo motiva le esigenze cautelari del fermo.

L’arresto di Calabrò

Calabrò era libero dopo la condanna all’ergastolo della Corte d’Assise di Como in attesa dei successivi gravi di giudizio. Ma è stato fermato su disposizione dei pm Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola proprio perché, dall’indagine “Doppia Curva” è emerso che «vantava e vanta, nella sua attualità, una fama criminale che lo porta a interloquire, su un piano di sovraordinazione , con esponenti di primo piano della criminalità calabrese, al Nord come in Calabria. Ciò comporta come naturale conseguenza che l’imputato può godere di una serie di appoggi di carattere logistico e patrimoniale, attivabili in qualsiasi momento e in grado di garantirgli la latitanza e l’impunità per il gravissimo reato commesso. È pertanto concreto e attuale il pericolo di fuga. Il pericolo di fuga si fa ancora più concreto ove si consideri che l’imputato ha prenotato per domani alle 8.35 un volo Milano-Reggio Calabria», dice il provvedimento di fermo.