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Chi ha ucciso Zoe Trinchero a Nizza Monferrato. Parla l’ex di Alex Manna: «Lo lasciai, era possessivo»

08 Febbraio 2026 - 07:27 Ugo Milano
alex manna
alex manna
Il tentativo di depistaggio di lui, che ha accusato un altro ragazzo estraneo ai fatti. Il racconto di Nicole a Repubblica: «Una volta ha sferrato un violento pugno contro la finestra per un motivo banalissimo: aveva litigato con suo fratello. Io non ne volevo più sapere per tutti questi motivi e ora, proprio lui, mi ha tolto la mia amica»

Nicole è la migliore amica di Zoe Trinchero, dieci anni di amicizia. Quella sera, prima di incontrare il sui killer la 17enne provò a chiamarla, verso le 23. «Ma io dormivo, non le ho risposto», ha detto a Repubblica la giovane, sentendosi in colpa. Nicole però, oltre che ad esser amica di Zoe, uccisa e gettata in un canale a Nizza Monferrato è anche l’ex fidanzata di Alex Mannail ragazzo di 19 anni che l’ha uccisa. Al quotidiano racconta di quel rapporto, chiuso tempo fa, pericoloso. «Ci siamo lasciati perché non mi piaceva il suo comportamento e io non l’ho mai più sentito da aprile dell’anno scorso. A volte lo vedevo in giro, il centro è piccolo, ma non usciva più tanto spesso con il nostro gruppo. Lo faceva saltuariamente ma quando lui c’era io non andavo», spiega Nicole. Con Zoe lui aveva solo una mera conoscenza.

«Con me possessivo e ossessivo»

«Erano andati a fare un aperitivo tre mesi fa ma Zoe non mi ha mai detto che lui la importunava né che si fosse invaghito di lei. Io e Zoe stavamo sempre insieme e non mi ha mai detto o mostrato alcun messaggio o destato preoccupazioni a proposito di Alex. Anzi a lei non piaceva proprio». Con Alex Nicole è stata un anno e mezzo. «Non ha un carattere facile e non è un tipo tranquillissimo. Con me era ossessivo e possessivo, non potevo parlare né uscire con nessuno. Una volta ha sferrato un violento pugno contro la finestra per un motivo banalissimo: aveva litigato con suo fratello. Io non ne volevo più sapere per tutti questi motivi e ora, proprio lui, mi ha tolto la mia amica», spiega.

Il tentativo di depistaggio e l’accusa verso un altro ragazzo estraneo ai fatti

Alex Manna ha tentato inizialmente di depistare gli inquirenti. Accusando un ragazzo estraneo ai fatti. Un ragazzo di origine nordafricana, con qualche disagio psichiatrico. «Ha degli atteggiamenti molesti ma vive qui da tanti anni e non ha mai fatto niente di grave. Alex ha subito dato a lui la colpa dell’omicidio e tantissime persone si sono riunite di notte sotto casa sua per vendicare Zoe. Adesso abbiamo saputo che l’assassino è Alex. Ma non so darmi una spiegazione. Nessuno di noi se la da dare. Alex fra l’altro convive con un’altra ragazza e Zoe con lui non aveva mai voluto avere a che fare. A me sembra impossibile», spiega.

Chi era Zoe: il sogno di fare la psicologa

«Zoe si dava tanto da fare – ha raccontato Nicole – da un mese lavorava come cameriera al bar della stazione ma non è mai rimasta con le mani in mano. In casa aiutava la mamma con le sorelline più piccole. Il suo grande sogno però era diventare psicologa. Lavorava tanto anche per potersi pagare gli studi. Era un desiderio a cui teneva tanto e che voleva assolutamente realizzare». E infine: «Mi sono svegliata con tantissimi messaggi con scritto “mi dispiace”. L’ho scoperto così. Avevo una sua chiamata persa sul cellulare intorno alle 23 ma io dormivo. Mi sento in colpa per non avere risposto. Era il nostro patto: quando non eravamo insieme e una delle due andava in un luogo in cui non si sentiva sicura chiamava l’altra, la avvertiva e mandava la sua posizione in tempo reale. Forse era questo che voleva fare Zoe quando mi ha chiamata».


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