Olimpiadi, Trump attacca lo sciatore americano Hunter Hess: «Difficile rappresentare gli Usa in questo periodo? Lasci la squadra»

Non sono piaciute a Donald Trump le parole dello sciatore statunitense Hunter Hess, che, in Italia per partecipare alle Olimpiadi di Milano-Cortina, nei giorni scorsi ha rilasciato dichiarazioni molto critiche sul clima politico negli Stati Uniti. «Lo sciatore olimpico americano Hunter Hess, un vero perdente, afferma di non rappresentare il suo Paese alle attuali Olimpiadi invernali», ha scritto il presidente Usa sul suo social Truth. Un intervento durissimo contro l’atleta 27enne, che in un’intervista recente, aveva espresso disagio nel vestire i colori della nazionale in questa fase storica, spiegando che «rappresentare gli Stati Uniti in questo momento suscita emozioni contrastanti. È un po’ difficile. Stanno succedendo molte cose che non mi piacciono». Parole che Trump ha interpretato come una mancanza di lealtà verso il Paese.
La replica di Trump
La replica di Trump è stata netta e senza sfumature: «Se è così – ha incalzato il presidente – non avrebbe dovuto nemmeno candidarsi per la squadra, è un peccato che ne faccia parte. È davvero difficile fare il tifo per una persona del genere». Un messaggio che, di fatto, invita l’atleta a farsi da parte, mettendo in discussione il suo diritto a rappresentare gli Stati Uniti sulla scena olimpica. L’attacco ha immediatamente sollevato polemiche, riaccendendo il dibattito sul rapporto tra sport, libertà di espressione e identità nazionale. Da un lato, chi sostiene che un atleta della squadra olimpica debba incarnare senza riserve i valori del proprio Paese; dall’altro, chi rivendica il diritto degli sportivi a esprimere opinioni critiche senza per questo essere delegittimati.
